Quelli che lavorano con la voce

doppiaggio2Attori, doppiatori, cantanti, speaker: sono i professionisti della voce. Tutti devono saper padroneggiare al meglio, grazie a all’esercizio, i loro organi fonatori. Non basta infatti la tecnica recitativa: occorre anche imparare a produrre suoni piacevoli senza affaticare le corde vocali. «I professionisti migliorano il controllo neuromuscolare del sistema respiratorio per sopportare gli sforzi», mi ha spiegato Antonio Schindler, docente di foniatria all’Università di Milano. «Ad esempio per aumentare il volume della voce incrementano il flusso d’aria che viene dai polmoni senza sforzare le corde vocali». Me lo conferma anche il doppiatore Dario Maria Dossena: «Ad esempio la mia voce da baritono funziona meglio sulle note basse: per questo evito lavori in cui mi viene richiesto, ad esempio, di urlare». Per imparare esistono i vocal coach come Marina Tripodi, che è anche responsabile del laboratorio vocale della Seconda università degli studi di Napoli e direttrice del Centro della voce, sempre a Napoli: «Il nostro obiettivo è insegnare tecniche di riscaldamento e di respirazione, di idratazione delle corde vocali e di “raffreddamento” dopo la performance».

Come uno strumento

Certo fare il doppiatore o l’attore non significa avere una voce perfetta semplicemente perché non esistono voci perfette in assoluto. Tuttavia quelle impiegate nelle pubblicità tv e radiofoniche si avvicinano: «Chi doppia gli spot deve trasmettere autorevolezza e sicurezza», spiega Claudio Ridolfo dell’Adap, l’associazione dei doppiatori e degli attori pubblicitari. «Con la tecnica è possibile sopperire ai difetti, l’importante è che la voce appaia sempre naturale», prosegue Dossena. Oggi le agenzie pubblicitarie e le aziende hanno a disposizione un vasto numero di voci: come si abbina quella giusta a ogni singolo spot? «Aspetti come la morbidezza o la durezza, la maggiore o minore sensualità e il “colore” di ogni voce sono determinanti. La scelta è in funzione del messaggio e del prodotto». Molto dipende però dall’esercizio: «Solo così si impara a modularla e a renderla più efficace», conclude il doppiatore.

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