Che cos’è la curiosità?

curiositàSecondo i cognitivisti la curiosità è una pulsione alla conoscenza e alla scoperta indotta da ragioni non primarie, come avviene invece negli animali spinti alla ricerca del nuovo per motivazioni vitali come la necessità di cibo. L’uomo infatti usa la curiosità per fini superiori: «Io vedo la curiosità come forza interiore che ci permette di affrontare la vita come soggetti e non semplici oggetti di quanto ci accade», mi ha detto lo psicologo Luca Mazzucchelli, autore dell’ebook Prova a cambiare (Sperling & Kupfer). «La curiosità è spesso l’elemento che distingue chi crea la propria vita da chi invece si lascia vivere». Non a caso i filosofi in tutte le epoche hanno sottolineato come essa sia legata alla creatività: già Leonardo Da Vinci inseriva la curiosità tra quelli che riteneva i sette principi dell’intelligenza umana. Li elenca il divulgatore americano Michael J. Gelb in Pensare come Leonardo. I sette princìpi del genio (Il Saggiatore) in cui definisce la curiosità leonardesca «un atteggiamento di insaziabile interesse verso la vita».

Cosa ci rende curiosi?

Questa concezione della curiosità non spiega tuttavia perché alcune cose ci incuriosiscono più di altre. Qui il dibattito è aperto, anche se una teoria spiega il fenomeno con il concetto di incongruenza. Come esseri umani tendiamo a concepire il mondo come prevedibile e ordinato, così quando ciò che osserviamo non rientra nelle nostre aspettative sorge il nostro stupore e il desiderio di comprensione. Questo però capita solo nelle persone curiose di natura. A oggi la psicologia non ha ancora metodi oggettivi per misurare questo tratto di personalità, che si può presentare in modi anche molto diversi: «Alcune persone hanno una curiosità più limitata ad alcuni campi mentre altre hanno interessi più ampi», mi ha spiegato Celeste Kidd dell’Università di Rochester (Usa), che a novembre ha pubblicato su Neuron un articolo su questo tema insieme al collega Benjamin Hayden. «Questo però non ha a che fare con una diversa propensione alla conoscenza».

puntoesclamativoLa curiosità protegge il cervello. Lo ha dimostrato uno studio pubblicato su Neuron e firmato da Matthias J. Gruber: ci aiuta infatti a trattenere le conoscenze, tanto che mentre studiamo può essere utile interrompere ogni tanto quello che stiamo leggendo per concederci una pausa dedicandoci a qualcosa che stimoli la nostra curiosità. Inoltre ci protegge dall’ansia: uno studio del 2009, pubblicato sul Journal of anxiety disorders da Todd Kashdan, dimostrava che buttarci a capofitto nell’approfondimento di ciò che ci interessa ci rende più sicuri di noi stessi.

L’articolo completo su Airone, marzo 2016. Altre domande e risposte su I 500 perché. Domande e risposte per tutta la famiglia (Cairo). In libreria.

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