5 curiosità sulle dita

12112014Scrivere un sms, navigare in rete dal tablet, premere qualsiasi pulsante da quello dell’ascensore al campanello, cambiare canale della tv: la tecnologia ha reso le nostre dita indispensabili. Se infatti quelle del contadino servivano solo ad afferrare oggetti con forza, quelle dell’uomo di oggi devono sapersi muovere con precisione e indipendentemente le une dalle altre.

1. Il pollice e l’evoluzione
Primo e più grosso dito della mano, è mosso da nove muscoli separati e controllati dai tre principali nervi della mano. Il pollice umano, a differenza di quanto accade nella quasi totalità del regno animale, è opponibile: ha cioè un maggior grado di libertà nei movimenti che gli consente di toccare frontalmente (cioè polpastrello contro polpastrello) le altre dita. Secondo gli antropologi è questa caratteristica che ha permesso all’uomo di evolversi: il pollice opponibile consente infatti di afferrare gli oggetti con molta più facilità. Ciò avrebbe garantito all’uomo maggiore possibilità di ingegnarsi nella creazione di manufatti e, quindi, di evolversi. Sono forse queste conclusioni ad aver ispirato diversi artisti che al pollice hanno dedicato un posto d’onore: nel 1965, in occasione di una mostra sul tema della mano, l’artista francese César realizzò il celebre Pouce, una scultura di 1,85 metri raffigurante il suo pollice. Attualmente l’opera è esposta a Parigi, nel moderno quartiere della Défense.

2. L’indice del sesso
È il dito più usato nella comunicazione, in quanto (come suggerisce il nome) impiegato per indicare ciò di cui stiamo parlando. Il più sensibile dei cinque, l’indice è anche il dito della sessualità: uno studio condotto in California nel 2000 aveva dimostrato infatti che le persone omosessuali (uomini e donne) presentano una maggiore differenza di lunghezza tra questo dito e l’anulare rispetto alle persone eterosessuali. Il motivo non è chiaro, ma pare possa essere legato all’influenza di alcuni ormoni durante la fase embrionale. Sempre gli ormoni sono coinvolti nei risultati emersi da uno studio pubblicato alcuni anni fa dal British journal of cancer. Pare, secondo gli studiosi, che gli uomini con un indice più lungo dell’anulare hanno un rischio significativamente superiore di sviluppare il cancro alla prostata.

3. Il medio è un insulto
Forse il dito più “celebrato”, il medio ha un alto valore simbolico: estenderlo da solo è quasi ovunque in Occidente un insulto di natura sessuale. Non a caso c’è chi ne ha fatto un’opera d’arte, come Maurizio Cattelan che a Milano ha realizzato la scultura L.O.V.E., collocata in piazza Affari davanti al palazzo della Borsa. Raffigurazione in grandi dimensioni di una mano in procinto di fare il gesto del dito medio, è stata interpretata come un gesto provocatorio verso la finanza. Il simbolo del dito medio è talmente potente da aver spinto l’Unicode consortium, ente internazionale che cura lo standard Unicode usato per le tastiere di computer e smartphone, a inserire tra i suoi simboli e icone anche quella di un dito medio.

4. Il dito più virile? L’anulare
Chiamato così perché è il dito sul quale nella tradizione cristiana si indossa l’anello nuziale (in quella ebraica è invece l’indice), il penultimo dito della mano è un indice di virilità: ricercatori dell’Università di Cabridge (Regno Unito) hanno scoperto infatti che gli operatori di borsa con anulare lungo sono quelli che guadagnavano di più nel corso delle loro transazioni. Secondo gli studiosi questo potrebbe dipendere da livelli elevati di testosterone che li rendono maggiormente coraggiosi e assertivi di fronte ai loro interlocutori. Per la stessa ragione uomini e donne con anulari lunghi hanno una maggiore attitudine allo sport e alla resistenza fisica mentre i bambini con questa stessa caratteristica sono, secondo uno studio dell’Università di Bath (Regno Unito), più portati in matematica, materia in cui non a caso eccellono più frequente i maschi. Eppure delle cinque dita è il più debole: provate a muoverlo indipendentemente, sarà molto difficile. Il motivo? I muscoli che lo muovono sono condivisi con medio e mignolo.

5. Il mignolo, il dito degli smartphone
Fate questa prova: prendete in mano il vostro smartphone e scrivete un messaggio. Osservate la vostra mano: sicuramente il dito mignolo sarà leggermente piegato verso di voi così da sostenere l’apparecchio. Provate ora a toglierlo da quella posizione: noterete che la digitazione sarà più lenta e avrete la sensazione che il telefono vi possa scivolare di mano. Nonostante tra tutte le dita il mignolo sembri il meno importante, è proprio l’avvento degli smartphone ad averlo reso protagonista. Se la maggior parte degli studi antropologici sulla mano si è concentrata sul pollice, indispensabile a maneggiare gli oggetti, tuttavia anche il mignolo è necessario soprattutto quando si tratta di afferrare piccoli oggetti con precisione. Lo era per i nostri progenitori e lo è oggi: «Tenere in mano uno smartphone», spiega Alastair J. M. Key, paleontologo alla Kent University (Regno Unito), «non è molto diverso da maneggiare una piccola pietra».

L’articolo completo su Airone, novembre 2014

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