Le 5 paure della contemporaneità

momo pauraSi chiama Momo (foto) e ha fatto paura a molti, l’estate scorsa. Si tratta di un account WhatsApp impersonato da questo volto deformato di bambina (in realtà si tratta di una scultura esposta alla Vanilla Gallery di Tokyo) che impone ai destinatari di inoltrare messaggi ad altri contatti, pena incredibili sciagure. Assurdo? Eppure, angosciati, molti ci sono cascati. La paura del resto è un’emozione inevitabile e indispensabile: ci difende dai pericoli. «Lo stimolo della paura ci permette reazioni alla velocità di millesimi di secondi, una cosa che nessun’altra nostra dotazione sensoriale ed emotiva può attivare», ha recentemente scritto lo psicoterapeuta Giorgio Nardone su Psicologia Contemporanea. «A questo scopo va accettata, piuttosto che rifiutata, e soprattutto va allenata per essere trasformata da limite che ci blocca a risorsa che si sospinge». Lo stesso vale anche per le grandi paure che, oggi più che mai, attanagliano chi vive in società complesse come la nostra. Ecco le 5 più sentite oggi, secondo i sociologi.

1. Perdere il controllo. Tutti oggi vorremmo essere liberi e spontanei, ma alla fine ci controlliamo sempre per paura di fare danni: «Controlliamo la nostra vita, le nostre emozioni, gli altri, quello che mangiamo, come dovremmo apparire», dice Francesca Fiore, psicoterapeuta e professore a contratto presso la Sigmund Freud University di Milano. «Così finiamo col credere che il controllo sia l’unica strategia per raggiungere alti standard perfezionistici. Ma quando diventa eccessivo sfocia in patologia».

2. Essere soli. Dati Eurostat riferiti al 2015 spiegano che il 13,2 per cento degli italiani over 16 non ha una persona alla quale chiedere aiuto: è la percentuale più alta a livello europeo, con un valore medio che si attesta al 6 per cento. Non solo: l’11,9 per cento degli italiani non ha qualcuno con cui parlare dei propri problemi personali. Detto in altri termini, un nostro connazionale su otto si sente solo. Peccato che siamo fatti per stare con gli altri: «Spesso», dice Carlo Bordoni, autore di Stato di paura (Castelvecchi), «si sottovaluta il fatto che le società civili siano dei veri e propri “riduttori” della paura». Così gli atteggiamenti di chiusura nel privato a difesa dei propri interessi e della propria incolumità, comprensibili in momenti di crisi e di incertezza, provocano malessere esistenziale.

3. Malattie e sofferenza. Un quarto degli italiani di fronte a piccoli disturbi di salute si rivolge alla rete per cercare soluzioni: a spiegarlo è il Censis in un recente comunicato. Oggi la rete dà man forte alle ipocondrie che attanagliano migliaia di persone: stando alle rilevazioni di Google, una ricerca su venti riguarda la salute. Peccato che questo può trasformarsi in un’ossessione. Che si tratti di preoccupazione eccessiva è evidente da una sua caratteristica: «L’ipocondria persiste nonostante le valutazioni e le rassicurazioni mediche», spiega Fiore. «Il problema vero è che queste persone non riescono a sopportare l’incertezza».

4. Perdere o restare senza soldi. Secondo una ricerca americana di più di dieci anni fa la paura di perdere denaro equivale a quella per la sofferenza fisica. Nel corso di un esperimento durante il quale volontari potevano vincere una certa somma gli studiosi dimostrarono come annunciando ai soggetti che avrebbero perso una parte dei soldi vinti a un gioco si attivassero le stesse aree cerebrali coinvolte durante la percezione di dolore. Una società capitalista fonda molte delle proprie certezze sul possesso di beni materiali, così l’impossibilità di avere e accumulare denaro e di soddisfare i propri bisogni è tra le paure più diffuse. «In una società stabile c’è sempre la prospettiva di un miglioramento», dice Bordoni, «mentre questo non vale di fronte a un futuro incerto».

5. Innamorarsi. Molti non riescono a vivere il rapporto di coppia senza diventare succubi del partner, così oggi è sempre più diffusa la paura di diventare dipendenti dall’altro. «L’entrare in intimità con l’altro», spiega Fiore, «espone a un rischio molto pericoloso poiché impone di mostrarci per quello che siamo realmente». È frequente che una persona che ha paura di amare concluda le sue frequentazioni con il cosiddetto ghosting: sparisce cioè improvvisamente dalla vita del partner, ad esempio diradando progressivamente gli incontri oppure cambiando numero di telefono.

L’articolo completo su Airone, febbraio 2019

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...