4 curiosità sui denti

dentiAlcuni anni fa una ricerca commissionata a Doxa dall’Accademia italiana di odontoiatria protesica, e condotta su un campione di 800 persone tra i 40 e i 75 anni, aveva mostrato come solo il 30 per cento degli italiani abbia ancora tutti i denti naturali. Agli altri 20 milioni di persone circa manca almeno un dente. Di queste, una su quattro ne ha persi almeno otto. Tante le cause, prime tra tutte carie e parodontite, patologia quest’ultima che danneggia osso e gengive. I primi passi per prevenire? Una quotidiana cura nell’igiene orale, una periodica pulizia dei denti dal dentista, un’alimentazione povera di zuccheri e una diagnosi precoce di patologie, come il diabete, che possono danneggiare la bocca tanto quanto l’abuso di alcol e il fumo.

1. Cosa causa l’alitosi?

«In genere è provocata da una scarsa igiene orale e della lingua, con la formazione di una patina biancastra di placca batterica sulla sua superficie», mi ha spiegato l’odontoiatra Gianfranco Prada, vicepresidente dell’Associazione nazionale dentisti italiani (Andi). «La superficie della lingua, ruvida, è infatti facile ricettacolo di batteri». In questi casi un’accurata igiene di denti e lingua può aiutare a prevenire il problema. L’alitosi può essere però causata da problemi non legati alla bocca: «Ad esempio infezioni respiratorie, l’assunzione di alcuni cibi, un digiuno prolungato o ancora il reflusso gastroesofageo».

2. Perché le gengive sanguinano?

Se frequente, siamo in presenza di infiammazione. «In questo caso, oltre a rivolgersi al dentista, potrebbe essere utile utilizzare un collutorio specifico a base di clorexidina per un massimo di sette giorni, così da ridurre la carica batterica», dice Prada. Il dentista però potrebbe suggerire anche la detartrasi, cioè l’asportazione del tartaro.

3. A che età la prima visita dal dentista?

Prima della permuta, cioè del passaggio dai denti da latte a quelli permanenti. «Molti bambini», dice Prada, «vengono portati dai genitori alla prima visita odontoiatrica tra i sei anni e i dodici anni. Tuttavia a questa età le carie possono essere già presenti e il rischio di recidive è maggiore». Prima del passaggio ai denti permanenti, invece, potrebbe essere praticata una sigillatura dei solchi occlusali, cioè delle superfici superiori dei denti che favoriscono il ristagno di residui di cibo, che riduce nei bambini predisposti l’incidenza della carie. A causarla sono infatti i batteri presenti nel cavo orale che, complici i residui alimentari, proliferano aggredendo il dente. Anche per questo è importante correggere la posizione dei denti. L’ortodonzia non è infatti solo estetica: denti storti già da piccoli rendono più difficile la rimozione di resti di cibo.

4. Perché caldo o freddo danno fastidio?

«Succede spesso in presenza di usura dello smalto, di microfratture della superficie dei denti, di otturazioni danneggiate o di carie», spiega Prada. In molti casi invece la sensibilità è dovuta a usure dei colletti che causano un’esposizione di una parte di dente normalmente nascosta dalla gengiva. «In questo caso si può optare per l’utilizzo di dentifrici per denti sensibili, che depositano sullo smalto una superficie protettiva, oppure per una ricostruzione in resina della superficie consumata del colletto».

L’articolo completo su BenEssere, dicembre 2018

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