Educare con il gioco

gioco.jpgPer sviluppare la creatività nei bambini è meglio regalare loro giochi, ma mai troppi: ne ho scritto su Essere genitori oggi (inserto di Io Donna, Corriere della Sera), uscito lo scorso giugno. Uno studio dell’Università di Toledo (Usa), pubblicato da Infant Behavior and Development, ha spiegato infatti che con un numero inferiore di oggetti i bambini sono più portati a esplorarne i possibili usi e quindi a dar fondo alle loro risorse creative. L’esperimento è stato condotto su 36 piccoli tra i 18 e 30 mesi, tutti osservati durante sessioni di gioco dapprima con quattro giocattoli a disposizione e poi con 16. «Quando il bimbo ha molti giochi», suggeriscono gli autori, «sarebbe bene mettergliene a disposizione pochi per volta: questo gli dà l’opportunità di sviluppare immaginazione e creatività». L’importante è quindi la misura: in giuste dosi il gioco è fondamentale per lo sviluppo ottimale dei più piccoli. Non a caso le Nazioni Unite hanno riconosciuto come diritto fondamentale di ogni bimbo l’accesso al gioco.

Gioco, momento di libertà

Fondamentale, spiegano i pedagogisti, è che gli adulti non siano invasivi imponendo ai piccoli una rigida programmazione del loro svago. E non devono nemmeno organizzare e proporre luoghi e attività ludiche: sono soltanto i piccoli i veri protagonisti. Del resto che giocare sia fondamentale lo conferma anche la ricerca Liberi di Giocare, Liberi di Crescere commissionata da Globo Giocattoli ad AstraRicerche: secondo genitori, zii e nonni intervistati il gioco è importante per lo sviluppo intellettivo e motorio del bambino, per lo sviluppo della capacità creative e cognitive e per la sua socializzazione. Tutte opinioni confermate dalla psicologia.

Giocare con il corpo, giocare con l’arte

Ma quali giochi sono veramente adatti ai bambini? Ce ne sono tanti. Ad esempio quelli che stimolano l’intelligenza spaziale. Tra questi ci sono puzzle e costruzioni, che aiutano a rappresentare il mondo esterno a livello mentale. Ma non dimentichiamo il corpo: in fondo camminare, correre, saltare sul materasso sono forme di gioco ma al contempo anche strumenti di conoscenza del proprio corpo. Una buona norma è inoltre quella di lasciare alla portata dei bambini oggetti di materiali differenti: non solo pupazzi e cuscini morbidi, ma anche oggetti ruvidi o di plastica, piccoli legni che il bimbo può toccare, annusare e mordere. E i cosiddetti “giocattoli intelligenti”, studiati per stimolare le capacità manuali e logiche, hanno una qualche utilità? Vanno bene, ma attenzione a che lascino spazio alla sperimentazione libera. In questo senso pennarelli, colori e altri giochi “artistici” capaci di aprire le porte della fantasia sono perfetti.

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