I 3 tipi di maldestri

maldestriCome Bridget Jones (foto), fanno cadere gli oggetti, urtano le persone camminando, si rovesciano addosso il cibo quando sono emozionati: i maldestri sono attorno a noi. Anzi, spesso siamo tutti noi. Secondo gli psicologi siamo maldestri quando siamo distratti dalla vita che ci propone tanti stimoli, quando siamo ansiosi o quando temiamo il giudizio di chi ci sta attorno. Ma non solo: esistono almeno tre grandi categorie di persone tendenzialmente sempre maldestre. La ragione? Hanno una personalità che le porta ad attirare i piccoli e grandi guai.

1. L’assente. Non è mai completamente presente, è sempre sopra pensiero. È come se vivesse una vita non sua perché non mette mai tutto se stesso in quello che fa. Il motivo? Non gli piace la sua vita, ma non ha il coraggio di cambiarla. Così finisce con l’agire con il “pilota automatico”, cioè eseguendo azioni standard senza pensarci troppo e in moto automatico. La conseguenza è che i piccoli incidenti sono sempre dietro l’angolo. La soluzione? Capire cosa veramente vuole dalla sua vita e cercare di cambiarla. Può essere utile qualche esercizio o psicoterapia basata sulla mindfulness, la tecnica di concentrazione che aiuta a riprendere contatto con la realtà che ci circonda quando le preoccupazioni ci portano a essere sempre fra le nuvole.
2. L’insicuro. È una persona affetta da una qualche forma di fobia sociale, cioè dal disagio derivante dalla percezione di essere sempre osservato dagli altri e di non essere mai all’altezza di chi sta intorno. Teme quindi di essere continuamente giudicato come inadeguato o fuori luogo e ha paura di disturbare e di essere di troppo. È una persona che si prende troppo sul serio e passa la vita a cercare di capire se va bene così com’è o se ha qualcosa che non va. Oltre alla psicoterapia, al socialmente insicuro è utile un po’ di ironia e di autoironia…
3. L’irresponsabile. Abituato ad avere sempre qualcuno che lo assiste, ripara i suoi danni o lo aiuta in vari modi, è affetto dalla sindrome di Peter Pan. Eterno adolescente, è poco interessato a quanto gli accade e soprattutto alle conseguenze negative delle sue azioni disattente. A differenza delle persone insicure, non soffre dei suoi errori: semplicemente ci passa sopra. La soluzione? Calarsi nella vita vera, responsabilizzarsi, diventare finalmente grande e sporcarsi le mani anche con ciò che non gli piace ma che pure è necessario fare.

puntoesclamativoCome smettere di essere impacciati? Al di là di chi soffre di fobie sociali veramente invalidanti che possono trovare aiuto nella psicoterapia, per tutti gli altri il consiglio è semplice: «Ascoltare i messaggi che ci invia il nostro corpo, ad esempi fermandoci e ritagliandoci dei momenti di piacere rigenerante», mi ha spiegato Simona Lauri, psicologa clinica strategica e mental trainer a Milano. A volte riordinare i nostri pensieri e concentrarci su un obiettivo alla volta ci aiuta a essere più presenti, a non agire sopra pensiero e quindi a evitare comportamenti affrettati causa di piccoli e grandi inconvenienti.

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