Perché alcuni “sentono” il tempo?

meteoropatiaOgni essere umano ha sue specifiche modalità di adattamento al tempo e alle temperature: questo spiega perché alcuni si sentono tristi quando piove. «Dipende da un diverso funzionamento dell’ipotalamo, la regione del cervello che controlla la termoregolazione corporea e che mantiene costanti i 36,5 gradi», mi ha detto Vincenzo Condemi, bioclimatologo presso il Biometeolab, laboratorio di biometeorologia e bioclimatologia medica dell’Università di Milano. «Se c’è un’oscillazione termica esterna, l’ipotalamo attiva risposte fisiologiche per aumentare o smaltire l’accumulo di calore nel corpo». Tuttavia nei meteoropatici, in caso di brusco mutare delle condizioni meteorologiche, l’ipotalamo impartisce ordini sballati alle ghiandole che, con i loro ormoni, governano il benessere generale del corpo e il suo equilibrio. «In altre persone invece l’ipersensibilità al tempo è la conseguenza di un’esagerata reazione del sistema nervoso centrale alle variazioni meteorologiche». In ogni caso i soggetti maggiormente colpiti dalle meteoropatia sono bambini, adolescenti e anziani, ma anche persone con danni al sistema nervoso, soggetti sottoposti a stress cronico, alcolisti abituali, persone affette da patologie debilitanti e farmacodipendenti.

La meteoropatia? Una sindrome

Esistono tre tipologie di sindromi meteoropatiche, secondo gli esperti.
1. Sindromi meteoropatiche principali: si tratta di patologie che si presentano in soggetti non predisposti quando in caso di temperature estremamente calde o rigide;
2. Sindromi meteoropatiche secondarie: è il caso in cui le condizioni climatiche aggravano malattie croniche preesistenti. Fanno parte di questa categoria le patologie cardiorespiratorie che si acutizzano nei periodi estivi e nelle persone affette da insufficienze cardiache o circolatorie;
3. Sindromi meteoropatiche stagionali: si verificano nel passaggio da una stagione a un’altra, soprattutto quando i cambiamenti meteorologici avvengono in modo repentino.
«I disturbi sono tantissimi», aggiunge Condemi. «Ad esempio tra le forme di meteoropatia primaria ci sono gli infarti da calore caratterizzati da cefalea, astenia, inappetenza, insonnia, ipertermia». In altri casi gli sbalzi termici possano provocare palpitazioni, sensazione di respiro corto, nevralgie, dolore a livello cervicale e lombosacrale, mal di stomaco e disturbi intestinali.

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