Come nutrire il nostro gatto?

alimentazione dei gattiIl gatto è diverso dal cane non solo per un’indole più autonoma: anche il modo in cui si relaziona al cibo è diverso. E così nutrire un felino richiede accortezze diverse, perché diverso è il comportamento e differenti sono le necessità fisiologiche. Innanzitutto i gatti si nutrono principalmente di carne: dalle proteine animali traggono la loro principale fonte di energia. Inoltre tra gli amminoacidi essenziali di cui ha bisogno un gatto c’è soprattutto la taurina che, se non assunta in modo sufficiente, può provocare persino cecità, cardiomiopatia dilatativa o problemi alla fertilità. La maggiore concentrazione di questo amminoacido si trova nel topo, che per un gatto rappresenta l’alimento ideale. Essendo però impensabile nutrire un gatto con topolini occorre bilanciare l’apporto di proteine, grassi, minerali e vitamine con alimenti che contengono un’abbondante concentrazione di taurina: tra questi ci sono il cuore, le vongole e il tonno. Il gatto inoltre è un animale con una scarsa flessibilità alimentare: una volta abituato a seguire un certo tipo di alimentazione, difficilmente cambierà gusto.

Attenti ai carboidrati

Un gatto sano non ha bisogno di molte quantità carboidrati, ma è possibile che ne abbia bisogno in futuro di fronte all’insorgenza di patologie come l’insufficienza renale cronica o i disturbi epatici. Attenzione anche ai tempi: i gatti non sopportano il digiuno e se rimangono per più di quattro giorni senza mangiare possono sviluppare la lipidosi epatica, una patologia molto grave che genera un accumulo di trigliceridi nel fegato. Quanto alle modalità di cottura, è sempre meglio somministrare cibo scottato o bollito affiancato dai grassi polinsaturi provenienti da oli di semi o di pesce, ma mai da quello di oliva. Come fibre scegliamo verdure mischiate alla carne e al pesce: carote, zucchine, zucca, piselli o fagiolini.

Non diamo loro gli avanzi

Una curiosità: quando si pensa all’alimentazione del gatto, si pensa inevitabilmente anche al latte. Attenzione, però: esso è digerito grazie all’enzima lattasi che in tutti i mammiferi si riduce con la fine dello svezzamento. Come per gli umani intolleranti al lattosio, bere troppo latte può causare al nostro gatto dolori addominali e diarrea. Attenzione infine agli alimenti che abbiamo in casa ma che possono essere pericolosi se ingeriti da un gatto: in particolare quelli molto conditi così come gli avanzi di pasta. I gatti hanno infatti, come detto, un metabolismo proteico e possiedono limitate capacità di digerire gli amidi.

Articolo tratto da Salute degli animali (inserto di Io Donna, Corriere della Sera), 1 aprile 2017

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