Come cambia la prima volta

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La prima volta degli adolescenti italiani? A 17 anni circa. A confermare questo dato è una ricerca condotta dal Censis con il supporto della casa farmaceutica Sanofi Pasteur Msd e presentata il mese scorso. Avverrebbe infatti attorno a questa età il primo rapporto sessuale completo, mentre i primi contatti sessuali senza penetrazione si hanno in media attorno ai 16 anni e mezzo. Solo il 19,8 per cento degli intervistati dichiara di averlo fatto entro i 15 anni. Rispetto agli anni passati c’è un recupero del divario tra ragazzi e ragazze. L’età della prima volta è infatti molto simile: 17,5 anni per i maschi e 17,3 per le femmine. I ragazzi oggi trovano in rete molte risposte ai loro dubbi, ma nonostante questo molte paure restano. Ed è normale: «Permane infatti l’aspetto rituale della prima volta», mi ha detto Alessandro Porrovecchio, sociologo e docente di antropologia culturale all’Università di Lille (Francia). «Il primo incontro con il corpo dell’altro è sempre vissuto come fattore costitutivo di sé oltre che momento di svolta nelle dinamiche all’interno del gruppo di amici».

Ragazzi e ragazze, come vivono il sesso

I maggiori cambiamenti culturali legati al modo di affrontare la prima volta sono intervenuti nel corso degli ultimi venti o trent’anni: «Non c’è stato un preciso momento di svolta: in fondo anche la rivoluzione sessuale della fine degli anni Sessanta ha semplicemente condensato cambiamenti che erano già in corso con il secondo Dopoguerra», aggiunge il sociologo. Questo, come dimostra la ricerca Censis, ha portato a un avvicinamento tra maschi e femmine nell’età ma anche nelle modalità di vivere il primo rapporto: «Cinquant’anni fa la prima volta di una ragazza era un evento che avveniva all’interno del matrimonio con un uomo che poteva amare oppure no, ma vissuta non di rado come un’imposizione o una violenza», aggiunge Porrovecchio. Oggi c’è molta più consapevolezza, tanto per i maschi quanto per le femmine.

Le ragazze sono più disinibite?

Certamente i comportamenti degli adolescenti sono oggi molto diversificati: se tra alcuni è presente il desiderio di scoprire il sesso all’interno di una relazione, d’altro canto non mancano i comportamenti estremi. Tuttavia alcuni anni fa aveva fatto scalpore un’inchiesta uscita sul Fatto quotidiano a firma di Beatrice Borromeo. Dalle interviste a una serie di ragazze erano emerse testimonianze forti. Chiara, una ragazza di quinta ginnasio a Milano, diceva ad esempio: «Il primo anno di liceo comincia la conta: entro dodici mesi bisogna “darla via” altrimenti vieni emarginata». Proprio questi atteggiamenti disinibiti, sempre più frequenti anche tra le ragazze, hanno portato molti a ritenere queste molto più forti di un tempo e, al contempo, i maschi più fragili perché spaventati dall’intraprendenza delle loro compagne. C’è qualcosa di vero? «Da un lato i maschi hanno recuperato una maggiore emotività e hanno abbandonato il machismo che caratterizzava le generazioni precedenti», mi ha detto Roberta Rossi, sessuologa della Federazione italiana di sessuologia scientifica. «Questo sicuramente li spinge a sentirsi aggrediti dalle ragazze». Ma è un cambiamento culturale: «I ragazzi non sono così fragili, si stanno semplicemente trasformando», conclude Porrovecchio. In altre parole serve ancora del tempo affinché si prenda coscienza delle nuove forme di virilità che si stanno venendo a creare.

L’articolo completo su Airone, marzo 2017

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