Perché alcuni sono incoerenti?

coerenzaLa maggiore o minore coerenza dipende da vari fattori, spiegano gli psicologi. Il meno noto è l’età: gli adolescenti ad esempio sono più aperti alle idee nuove. Ma contano anche le caratteristiche individuali. Esiste infatti un tratto di personalità definito need for closure, cioè bisogno di chiusura: si tratta di un bisogno innato di stabilità e prevedibilità che alcune persone avvertono più di altre. «Questa caratteristica può variare in base al contesto: chi è sotto pressione psicologica ha maggiore esigenza di chiusura e di prevedibilità, e quindi di coerenza», mi ha spiegato Simona Sacchi, psicologa e ricercatrice presso l’Università degli studi di Milano Bicocca. Inoltre questo bisogno di coerenza tende a essere più forte nelle persone autoritarie e dogmatiche: in generale gli estremisti hanno tutti tratti di personalità duri e difficilmente cambiano idea. Se lo fanno, ciò non avviene in modo graduale ma in seguito a una sorta di “illuminazione” improvvisa. Quel che è certo è che la coerenza è una necessità psicologica: «Si tratta di un percorso spesso noioso ma sicuro: mentalmente facile e riposante», mi ha detto Umberto Longoni, psicologo, docente della Società italiana di medicina psicosomatica e autore del recente Il coraggio di cambiare vita. La coerenza non dà la felicità (Franco Angeli). «Tutti noi abbiamo idee e schemi mentali che risparmiano fatica nelle scelte o nelle varie situazioni di vita che ci si presentano». Cambiare opinione richiede invece energie e tempo e ci costringe a rimettere in discussione noi stessi. «Inoltre siamo stati educati a seguire un ideale di coerenza: se non lo facciamo ci sentiamo in colpa».

Un po’ di incoerenza di rende creativi

Nonostante la coerenza sia utile alla vita sociale, resta il fatto che a volte può essere una trappola. «La troppa coerenza», spiega Longoni, «è simile a un difetto e può nuocere alla salute, quando diventa rigidità di scelte e di comportamenti o nel momento in cui si mantenga la medesima linea di condotta in ogni ambito dell’esistenza nonostante sia perdente, fonte di stress, di dolore, sofferenza e delusione». Non è un caso che esista un legame tra incoerenza e creatività, alla base del piacere di vivere: se per incoerenza intendiamo la capacità di mutare idea, di convincersi della validità di punti di vista diversi, la propensione a guardare le cose e il mondo da differenti angolazioni, allora questa incoerenza possiede un forte legame con la spinta a innovare. Ma se allentiamo la nostra tendenza alla coerenza a tutti i costi, non c’è il rischio di finire in balia degli eventi? «Saper cambiare non dovrebbe significare perdere coerenza per ciò che concerne i punti di riferimento profondi e determinati valori fondamentali», conclude Longoni. In questo senso occorrerebbe tornare ad apprezzare noi stessi e ciò che siamo, più delle cose materiali che desideriamo.

L’articolo completo su Airone, gennaio 2017. Altre domande e risposte su I 500 perché. Domande e risposte per tutta la famiglia (Cairo). In libreria.

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