5 curiosità sulle bandiere

bandiereUna bandiera è essenzialmente un drappo variopinto fissato a un’asta verticale. Oltre a identificare uno stato, un gruppo etnico, una casata, un’associazione, una corporazione o un partito politico, nella storia le bandiere hanno svolto un importante ruolo di rappresentanza anche nello sport e nelle cerimonie civili, militari e religiose.

1. Quasi tutte sono rettangolari. Oggi la maggior parte delle bandiere nazionali, ad eccezione di quelle del Vaticano e della Svizzera (quadrate) e di quella del Nepal (due triangoli sovrapposti), è rettangolare. Anche se la forma è simile, in alcune la larghezza appare maggiore dell’altezza mentre in altre larghezza e altezza si avvicinano.

2. I colori più comuni. Da sempre le bandiere usano i colori, per esprimere diversi significati. Ad esempio il rosso un tempo rappresentava coraggio e forza mentre durante il Comunismo ha simboleggiato il potere del popolo (come nella bandiera dell’Urss e della Cina). Bianco e blu sono invece spesso i colori della pace, come nella bandiera delle Nazioni unite. Il verde frequentemente rappresenta la vegetazione del Paese, ma è anche simbolo di gioventù e di speranza.

3. I simboli ricorrenti. La croce fu il primo emblema religioso presente in diverse bandiere, anche moderne: ad esempio quella della Georgia, su cui campeggiano quattro croci di San Giorgio (adottata nel 2004). Nei Paesi musulmani è la mezzaluna un simbolo religioso ricorrente, almeno dal quattordicesimo secolo. La mezzaluna associata alla stella è invece un simbolo islamico più recente (Uzbekistan, Turkmenistan, Pakistan, Turchia). Altro simbolo islamico è la spada (Arabia Saudita), che ricorda le imprese di Abd el-Aziz ibn Saud che nel 1932 unificò il regno saudita. Tra gli altri simboli religiosi vanno ricordati la ruota buddista (India) o la stella di David (Israele). Fra i simboli più moderni ci sono invece la falce e il martello comunista (Urss) o la foglia d’acero (Canada). Non mancano poi le bandiere su cui campeggiano emblemi araldici, nobiliari o comunque stemmi: ad esempio Portogallo, Spagna, Albania (su quest’ultima campeggia l’aquila nera simbolo dell’eroe nazionale albanese Giorgio Castriota Scanderbeg).

4. La terminologia delle bandiere. Generalmente la bandiera è fissata su un lato e lasciata libero di sventolare. Il palo su cui è issata è chiamato asta o pennone. La maggior parte delle bandiere moderne è fatta di poliestere, ma in passato furono usati i materiali più diversi: seta, cotone, lino e perfino lana. Spesso in passato sulle bandiere venivano dipinti o ricamati disegni molto complessi. La bandiera è idealmente divisa in quattro quarti, chiamati cantoni. I due più vicini al palo formano il cosiddetto ghiandante, gli altri due il ventame. La bandiera è fissata all’asta per mezzo di una drizza (una fune che corre lungo tutta l’alta) legata a un cavetto che scorre all’interno di una guaina cucita al ghiandante.

5. Sono nate in guerra. Le attuali bandiere vantano illustri antenati: sono i vessilli, i labari, le insegne, gli stendardi e i gagliardetti usati sui campi di battaglia. La loro funzione era quella di offrire un facile sistema per distinguere gli amici dai nemici. In particolare dal sedicesimo secolo in poi ogni reggimento e ogni compagnia in Europa si munì di una bandiera. Queste insegne erano spesso ornate di stemmi ricamati. Durante la Seconda guerra mondiale le bandiere degli Alleati venivano spesso rappresentate insieme sugli oggetti più disparati. Ad esempio nel Gioco delle bandiere le insegne degli stati erano impresse sulle facce di dadi da gioco.

L’articolo completo su Airone, dicembre 2016

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