Si può imparare a essere pazienti?

pazienzaSicuramente sì. L’esercizio della pazienza è legato alla gestione della propria irritabilità e della propria ansia, spiegano gli psicologi. Un aiuto viene dalla mindfulness, una tecnica basata sull’allenamento all’osservazione non giudicante della realtà. «Si tratta di entrare gradualmente in uno stato in cui si prende atto di qualsiasi cosa esiste, dentro di noi e fuori di noi, senza giudicare. Questo perché essere pazienti significa anche imparare a stare con le cose così come sono e con noi stessi così come siamo, anche quando ci risultano sgradevoli, fastidiose e sofferenti», mi ha spiegato Cristiana Milla, psicologa, psicoterapeuta e docente della Società italiana di psicosintesi terapeutica. Un esercizio della consapevolezza o mindfulness può essere quello di scrivere su un quaderno tutte quelle situazioni che nella quotidianità ci fanno spazientire, sforzandoci di mantenere la calma. Per ogni fatto chiediamoci “Che emozioni ho provato di fronte a questo evento?”. Semplicemente seguendo questa tecnica sarà possibile razionalizzare le emozioni negative che ci spingono a spazientirci.

Chi è paziente è più sereno

Certamente sarebbe utile imparare la pazienza: esiste infatti un legame interessante tra pazienza e umore. «Se siamo sereni riusciamo ad accettare più facilmente l’assenza e a sopportare pazientemente ciò che aspettiamo», mi ha detto Marina Manciocchi, psicoanalista presso il Centro italiano di psicologia analitica e autrice di Penelope e il senso dell’attesa (Magi edizioni). Ma è vero anche il meccanismo opposto: imparare ad aspettare diligentemente ci migliora, ci rende più saggi, sicuri di noi stessi e ci insegna a gustare i piaceri della vita. Proprio su questo tema una psicologa americana, Ayelet Fishbach della Booth School of Business presso la University of Chicago, ha pubblicato alcuni anni fa uno studio sul Journal of Organizational Behaviour and Human Decision Processes. La ricercatrice aveva condotto un esperimento su tre gruppi di volontari: a ognuno aveva offerto ricompense in denaro di diversa entità e in tempi diversi. Dai test a cui i soggetti sono stati sottoposti emerse che chi aspetta di più assegna un maggior valore allo scopo dell’attesa, compie la scelta giusta in termini di vantaggio economico e ne trae più soddisfazione personale.

puntoesclamativoCosa ci rende pazienti? Dalle ricerche condotte all’Istituto di scienze e tecnologie della cognizione presso il Cnr è emerso che la capacità di provare pazienza dipende anche dall’oggetto di attesa. I ricercatori hanno ad esempio confrontato la pazienza che riusciamo a sperimentare quando siamo in attesa di una gratificazione economica oppure di cibo. Secondo gli studi siamo meno tolleranti se a tardare è il cibo, mentre per i soldi abbiamo più pazienza

L’articolo completo su Airone, novembre 2016. Altre domande e risposte su I 500 perché. Domande e risposte per tutta la famiglia (Cairo). In libreria.

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