Bimbi all’aria aperta: i pericoli

Arriva la bella stagione: perché non portare i bimbi all’aperto? Ma ai giardinetti occorre prestare attenzione. «Non lasciammo mai il bambino da solo o in una condizione in cui l’adulto non possa intervenire tempestivamente», mi ha spiegato Luigi Greco, vicepresidente della Società italiana di pediatria. In altre parole, bandita l’abitudine di tenere gli occhi fissi sullo smartphone mentre il nostro bimbo gioca. Ma non bisogna nemmeno eccedere in senso opposto: osservare il proprio figlio mentre corre e si rotola nell’erba spinge le mamme verso l’istinto di proteggerlo.

Bambini al sole: attenzione alla pelle

Anche i primi raggi primaverili, così piacevoli, possono essere una minaccia per i bimbi. Che fare? «Il sole è amico della pelle ed è giusto vivere le giornate soleggiate con serenità», spiega Giuseppe Mele, presidente della Società italiana dei medici pediatri. «Però, soprattutto nei primi anni di vita, un fattore di protezione superiore a 30 è utile già in primavera». Più precocemente e gradualmente esponiamo i bambini al sole, meno intensa dovrà essere la protezione: «L’esposizione graduale in orari e periodi dell’anno in cui l’insolazione non è particolarmente intensa permette alla pelle di costruire delle difese molto efficaci», aggiunge Greco. Tutto dipende anche dal colore della pelle del bambino: se è più scura non avrà bisogno di una protezione troppo elevata. «In questo caso, anzi, potrebbe rivelarsi dannosa perché limiterebbe la produzione di vitamina D con possibili danni sulla formazione delle ossa», aggiunge Greco. Pertanto anche i vestiti vanno scelti accuratamente, in questo periodo, in modo da non far sentire freddo senza farli sudare: «Preferiamo berretti a larghe falde e colori chiari che respingono i raggi solari», aggiunge Mele.

Insetti pericolosi per i bambini

«Anche in Italia si stanno diffondendo insetti importati da altri Paesi, come la zanzara tigre», dice Greco. «È consigliabile quindi proteggere i bambini con abiti leggeri, freschi ma lunghi, in grado di lasciare poca superficie esposta». Certamente le punture più fastidiose sono quelle delle comuni zanzare, che possono scatenare reazioni allergiche più forti proprio in questo periodo: «Il corpo non è ancora abituato», dice Mele. Questo è un periodo favorevole a questi insetti: il clima è meno rigido, ma umido a causa delle piogge. «Ci sono poi alcuni tipi di cimici e pulci potenzialmente in grado di trasmettere malattie, ma in Italia fortunatamente i piccoli focolai vengono rapidamente diagnosticati».

Reazioni allergiche ai giardinetti

«I bambini che arricciano o si sfregano frequentemente il naso o gli occhi, oppure con una tosse secca insistente, possono essere affetti da una forma allergica», dice Greco. Se questo è vero per i grandi, a maggior ragione per i più piccoli. «Se un genitore ha qualche allergia è probabile che anche il bimbo ne sia portatore», dice Mele. Ai giardinetti sono evidenti quelle alle graminacee, un tipo di erba. «In questo periodo le normali terapie che può prescrivere il pediatra, a base di antistaminici e broncodilatatori, possono essere usate anche come profilassi». A seconda del tipo di reazione si possono usare anche colliri o altri farmaci specifici, adatti ormai anche ai bambini senza controindicazioni.

puntoesclamativoGiocare al parco: pericoloso? Attenzione a quello che il bimbo tocca: «Gli oggetti potenzialmente taglienti e arrugginiti possono causare ferite, possibili porte d’ingresso della tossina del tetano», dice Greco. «Per fortuna ai nostri giorni, grazie alla grande efficacia delle vaccinazioni, abbiamo scongiurato quella malattia». Nei bambini in età prescolare vanno evitati invece i giochi gonfiabili di grandi dimensioni perché non è possibile intervenire in ogni momento qualora ve ne fosse bisogno.

L’articolo completo su Visto, 2 giugno 2016

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