Come non fare scena muta

small talk«Questo freddo è insopportabile», dice lui. «Sempre meglio dell’afa di quest’estate», risponde lei. Di frasi di circostanza come queste sono pieni le carrozze dei treni, gli ascensori, i pianerottoli e qualsiasi luogo che ci troviamo a condividere forzatamente con gli altri. E allora via libera alle chiacchiere che non dicono nulla, spesso zeppe di luoghi comuni. Succede in particolare quando abbiamo poca confidenza con l’interlocutore: non sappiamo cosa dire, ma non vogliamo nemmeno fare scena muta.

Meglio giocare su un terreno comune

«Quando le persone si ritrovano a condividere uno spazio, si costituisce una piccola società e sorge la necessità di farla funzionare», mi ha spiegato in un’intervista ad Airone Mariselda Tessarolo, docente di sociologia della comunicazione all’Università di Padova. Il modo più semplice è dare vita a uno scambio comunicativo: «Parlando, infatti, dimostriamo di avere considerazione degli altri».

Le 10 regole per fare small talk

Le chiacchiere di circostanza sono utilissime: «Se entriamo in relazione con gli altri diventa molto più difficile trattarli in modo scorretto o incivile», ha scritto lo psicologo Bernardo J. Carducci, direttore del Centro studi sulla timidezza all’Indiana University (Usa). E questo vale anche per gli altri nei nostri confronti. Tuttavia come per ogni abilità sociale, è sempre possibile migliorare. Ecco 10 regole per imparare a fare small talk, come lo chiamano gli americani, senza sentirsi a disagio.

1. Iniziate con poco: basta un complimento alla persona che vedete alla macchinetta del caffè. «Spesso si crede che per essere socievoli occorra essere spiritosi, in realtà basta avere buone intenzioni a dialogare con gli altri», scrive Carducci.
2. Trovate qualcosa da dire: avere un minimo di conoscenza su ciò che succede nel mondo vi darà argomenti di conversazione. Iniziate leggendo i giornali e informandovi su cosa succede in zona.
3. Provate una breve presentazione di voi stessi: quando la gente vi conosce vuole sapere chi siete, cosa fate nella vita, dove vivete.
4. Talvolta però è meglio procedere in modo più naturale: ad una festa, sentitevi liberi di chiacchierare e di presentarvi solo dopo qualche scambio di battute.
5. Estendete il vostro small talk ad altri argomenti: così la conversazione diventerà più spontanea, perché smetterete di pensare a un copione e sarete liberi di spaziare.
6. Ogni tanto fermatevi, durante la conversazione, e lasciate parlare gli altri: «Chi ha difficoltà a conversare, quando inizia non smette più. E non si rende conto che sta esagerando», continua Carducci.
7. Scegliete un argomento in comune con il vostro interlocutore, a patto che sia positivo: iniziare una conversazione con uno sconosciuto lamentandovi non è una buona idea.
8. Preferite argomenti di interesse generale: oltre al tempo, ci sono le vacanze, i viaggi, i libri o il cinema.
9. Se volete iniziare la conversazione con una domanda, sceglietene una che lasci la possibilità di risposte diverse. Ad esempio: “Cosa stai facendo in questi giorni?”. Evitate invece domande a cui l’interlocutore possa rispondere con una singola parola, per non frenare il dialogo. Meglio quindi non chiedere “da dove vieni?”.
10. Se doveste sentirvi annoiati, resistete alla tentazione di tirar fuori lo smartphone e di controllare Facebook: le vostre azioni parlano più di voi e vi dipingerebbero come un asociale.

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