Sto uscendo con uno psicopatico?

16122015Ci si piace, ci si frequenta, si scoprono degli aspetti curiosi e un po’ strani della personalità dell’altro. Peccato che, soltanto dopo qualche settimana, quelle stranezze si rivelano un po’ eccessive. Così iniziano le incomprensioni, che poi diventano litigi, finché ci si lascia. La conclusione è sempre la stessa: ci si ritrova a raccontare agli amici che abbiamo perso tempo in una relazione senza capo né coda con quello che definiamo uno psicopatico.

Le coppie durano meno che in passato

«Le coppie si sfaldano più rapidamente che in passato», mi ha detto la psicologa della Sapienza di Roma Grazia Attili, che anche a questi temi ha dedicato il suo Attaccamento e amore (Il Mulino), «a causa di un’incapacità dei partner di essere flessibili, di prendere il punto di vista dell’altro, di negoziare i conflitti e di perdonare». Ecco allora le quattro caratteristiche fondamentali che dovrebbero far suonare il campanello d’allarme.

I 4 indizi che dicono: stai con uno psicopatico

1. Sembra freddo e non mostra emozioni
Attenzione: potrebbe essere incapace di amare. Una persona equilibrata non esprime i propri sentimenti in modo enfatico, ma certamente mostra di provare emozioni. Chi non lo fa potrebbe essere vittima di paura di amare, quella che lo psicoterapeuta Nicola Ghezzani autore di L’amore impossibile (Franco Angeli) chiama “anoressia sentimentale”.
Perché fa così? Grazia Attili lo illustra così: «Quando da bambino si faceva male, la madre rifiutava in maniera sistematica il suo bisogno di essere confortato (…) e sembrava pronta a negare il suo affetto e a rompere la relazione». Da adulto, quel bambino potrebbe ripetere lo stesso legame con le persone con cui instaura legami sentimentali.

2. Non capisce quando sono felice e quando sto male
Attenzione: potrebbe non riuscire a provare empatia. La capacità di “sentire” le emozioni di chi ci sta vicino è alla base dell’equilibrio mentale di ciascuno.
Perché fa così? Essere incapaci di empatia è dunque una patologia, che nei casi più seri prende il nome di alessitimia. Nella maggioranza dei casi però si tratta solo di egocentrismo, frutto di un’educazione che ha portato la persona a sviluppare una personalità narcisistica, concentrata solo sui propri bisogni. Chi ha queste caratteristiche tende a ricercare il partner perché lo fa star bene, disinteressandosi delle necessità di quest’ultimo.

3. Non fa più nulla senza di me
Attenzione: potrebbe avere una personalità dipendente. Un conto è cercare la presenza dell’altro perché si è innamorati, altro è non riuscire più a fare autonomamente ciò che facevamo da single. Molti infatti non riescono a vivere il rapporto di coppia senza diventare succubi del partner.
Perché fa così? «Quando piangeva perché aveva paura del buio o perché aveva mal di pancia, la madre alcune volte accorreva, altre no», scrive Attili. «Nelle occasioni in cui se ne stava tranquillo o intento a giocare, improvvisamente la madre lo baciava e abbracciava». Da adulto la persona dipendente tende a creare un legame irrazionale con la persona amata: quando questa è lontana, è lui a cercarla mentre quando lei si avvicina e chiede di più alla relazione, lui scappa. In pratica replica l’imprevedibilità e la paradossalità del comportamento materno.

4. Racconta un sacco di bugie
Attenzione: potrebbe essere un egocentrico e un egoista. Le persone emotivamente instabili tendono a mentire su tutto, e senza motivo, il che ovviamente ha un impatto enorme sulla qualità e sulla durata della relazione.
Perché fa così? Chi non può fare a meno di mentire è egocentrico ed egoista, e probabilmente narcisista: è concentrato sul proprio benessere e sui propri obiettivi. «Anche alcuni disturbi della personalità presentano la menzogna come sintomo, ad esempio il disturbo antisociale in cui il soggetto mente per manipolare gli altri e ottenere vantaggi a scapito degli altri e senza provarne alcun rimorso», mi ha spiegato Serena Mastroberardino, ricercatrice presso il Laboratorio di neuroimmagini funzionali della fondazione Santa Lucia a Roma. «Anche nel disturbo istrionico della personalità, caratterizzato da emotività eccessiva, la menzogna serve ad attirare l’attenzione su di sé».

L’articolo completo su Airone, dicembre 2015

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