Da cosa è dovuto il prurito

08092015Siete tranquilli a guardare la tv e improvvisamente sentite un leggero prurito al braccio. Grattate e va meglio. Per poco, perché poi la sensazione torna e con lei il bisogno di grattarvi ancora più forte. La cosa spesso continua: più ci grattiamo, più la pelle prude. Perché? Da un annetto il fenomeno ha una spiegazione. Una ricerca della Washington University School of Medicine (Usa), pubblicata su Neuron, ha spiegato infatti che è colpa di un ormone, la serotonina, se il prurito cresce più ci grattiamo. Colpiti dal prurito infatti strofiniamo la pelle fino a produrre un lieve indolenzimento che attiva le fibre nervose responsabili della trasmissione del dolore: in questo modo viene soppressa la percezione del prurito. «Tuttavia quando riceve questi nuovi stimoli dolorosi, il cervello risponde con un rilascio di serotonina, utile a controllare il dolore ma capace di intensificare la sensazione di prurito», spiega Zhou-Feng Chen, coordinatore della ricerca. In pratica, un circolo vizioso.

Cosa dice di noi
Eppure il prurito è una percezione fondamentale: sistema di sicurezza, ci avverte dei contatti con sostanze irritanti, di malattie serie delle quali è talvolta il primo sintomo e persino dei nostri vissuti psicologici. «Un esempio tipico è il prurito anale», mi ha spiegato Matteo Cagnoni, dermatologo, divulgatore e autore di Se la pelle parlasse (Tecniche Nuove), «che insorge spesso in soggetti ansiosi con andamento correlato allo stato psicologico». Ma perché questo legame con la mente? Perché pelle e cervello sono imparentati: «La pelle e il sistema nervoso derivano dallo stesso foglietto embrionale, l’ectoderma», aggiunge Cagnoni. In altre parole, durante la primissima parte della gestazione sono di fatto la stessa cosa. Per tutta la vita dell’individuo, però, le due strutture continuano a dialogare: «Ecco perché spesso ciò che il nostro cervello avverte viene deviato alla pelle». Così ad esempio non potendo esprimere a parole ciò che ci fa star male, tendiamo a somatizzare nel modo più semplice per il sistema nervoso: colpendo la pelle attraverso un prurito talvolta fastidioso e persistente.

Pelle e sesso
Non è un caso che un argomento difficile da trattare, spesso di natura sessuale, venga definito “pruriginoso”. Il prurito ha spesso infatti una componente simbolica legata al piacere: secondo Franz Alexander, psicanalista e medico ungherese considerato uno dei fondatori della medicina psicosomatica, il prurito e il grattamento possono rappresentare l’attività sessuale specie quando localizzati ai genitali. Secondo questa teoria, il prurito sarebbe la conseguenza di uno stimolo erotico bloccato che si scaricherebbe pertanto verso l’esterno solo attraverso la pelle.

L’articolo completo su Airone, settembre 2015

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