Qual è il giorno più triste?

16092014È oggi, martedì, e non lunedì come si potrebbe immaginare. Lo ha determinato uno studio condotto dalla London school of economics. Secondo i ricercatori infatti il martedì se si attesta come il giorno in cui l’umore collettivo è più depresso, al contrario del primo giorno della settimana, indicato da tutti semplicemente come infelice in quanto legato al ritorno alla routine quotidiana dopo il weekend. Probabilmente il fenomeno dipende dal fatto che il giorno di inizio di una nuova routine settimanale, il lunedì, ci impegna a tal punto da distoglierci da sentimenti depressivi. Il secondo giorno, invece, viene percepito come vero e proprio inizio delle attività lavorative.

Luoghi felici, luoghi tristi
Lo studio ha analizzato l’oscillazione dell’umore durante tutta la settimana, che tende a toccare il picco positivo di sabato. Per determinare il borsino della felicità, i ricercatori hanno analizzato gli sms di risposta di 22mila inglesi ai quali, per due mesi due volte al giorno, erano stati inviati messaggi che chiedevano loro di definire il loro umore e di descrivere cosa stessero facendo, dove e con chi. Incrociando questi dati con il posizionamento gps degli utenti è stato possibile determinare persino i luoghi in cui la felicità del weekend e l’umore nero del martedì sono più intensi. Come volevasi dimostrare, i più alti livelli di soddisfazione sono stati rilevati nelle località di mare, mentre i luoghi più tristi sono risultati essere le grandi città.

Giornata della depressione
Tuttavia alcuni anni fa, e sempre nel Regno Unito, era stato individuato anche il giorno più triste dell’anno in assoluto, che tuttavia è un lunedì. Il terzo lunedì di gennaio, ribattezzato Blue Monday dallo psicologo dell’Università di Cardiff (Galles) Cliff Arnall, sarebbe infatti il giorno in cui in Gran Bretagna aumenta il numero di astensioni dal lavoro tanto che enti che si occupano di salute mentale forniscono consigli su come superare il lunedì più deprimente. Per individuare la data precisa, Arnall ha impiegato una complicata equazione che considera fattori come meteo, situazione economica della popolazione (ad esempio i debiti contratti durante le festività natalizie per regali e festeggiamenti), ma anche calo dell’umore generale e della motivazione.

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