Facebook: 4 trucchi per essere cool

07052014Una coppia di giovani fidanzati passeggia in spiaggia sotto il sole estivo che li ha fatti conoscere. Lui dice a lei: «Non vedo l’ora di scoprire come sei online». Il dialogo è quello di una vignetta satirica di Paul Noth pubblicata dal New Yorker, ma è più di un semplice gioco di parole. «I nostri contatti online», mi spiega Laura Iannelli, ricercatrice di sociologia dei processi culturali e comunicativi presso l’Università di Sassari, «sono sempre più spesso persone che conosciamo anche offline: Facebook non è un ambiente anonimo come le chat degli anni Novanta».

Come in un locale
Tutt’altro, è come un bar: un luogo dove costruire relazioni. E così come in gruppo c’è sempre chi è più carismatico e chi si fa notare meno, anche online ai profili ricchi di interazioni si contrappongono quelli poco interessanti e “anonimi”. Ma perché sui social network alcuni sembrano essere dotati di un naturale fascino che spinge gli amici a condividerne i post, commentarne le foto, riempirne di “Mi piace” le bacheche mentre altri, al contrario, non riscuotono attenzioni? Ecco allora quattro consigli per diventare più popolari in rete.

1. Puntate sugli interessi comuni. «Su Facebook esistono reti di amici che hanno gusti simili», mi spiega Nicoletta Vittadini, docente di sociologia della comunicazione all’Università Cattolica di Milano, «ed è proprio l’affinità a decretare il nostro successo: più che l’originalità, viene premiata la capacità di intercettare interessi comuni». In altre parole sui social siamo tanto più piacevoli quanto più i nostri post raccontano qualcosa dei nostri gusti e solleticano l’attenzione di chi vi si riconosce. Cerchiamo quindi di scrivere post e pubblicare foto che tocchino il più possibile le passioni del maggior numero possibile di nostri amici.

2. Fatevi tanti amici (ma non troppi). Ha successo su Facebook chi si presenta come una persona reale, non chi sembra vivere online. Lo dimostra uno studio condotto nel 2008 da Stephanie Tom Tong della Wayne State University (Usa) su 132 studenti universitari. Invitati a visionare diversi profili Facebook, ai ragazzi fu chiesto di rispondere a un questionario che misurava il livello di attrattività percepita per ciascun profilo. L’esperimento mostrò che chi ha pochissimi amici viene percepito come poco interessante, probabilmente perché socialmente isolato, così come chi ne ha tantissimi, segno di un’attenzione maniacale alla rete e quindi di scarsa socialità nella vita reale. Al contrario è attraente chi ha una buona rete di amici: gli studiosi hanno individuato il numero ideale attorno ai 300 circa.

3. Pubblicate tante foto, ma poche in posa. Capacità di interagire e di essere interessanti decretano l’appetibilità del nostro profilo anche per quanto riguarda le foto che postiamo, che dovrebbero essere spontanee: «Su Facebook la fotografia è testimonianza di una situazione o di un evento», aggiunge Vittadini. «Quindi le foto in posa generalmente non sono significative». Un’eccezione riguarda la foto profilo: il portale FastCompay ha elaborato un’ironica infografica che spiega come interpretarle. «La foto su Facebook è una nuova forma di comunicazione visiva», spiega Doogie Horner, blogger di FastCompay, «che ha i suoi elementi ricorrenti. Eppure racconta involontariamente qualcosa sulle persone che ritrae». Preferiamo inoltre gli album alle foto singole, che hanno statisticamente un seguito molto maggiore.

4. Esprimete emozioni. Secondo una ricerca della Rutgers University (Usa) circa l’80 per cento dei post sono frutto di esperienze che le persone stanno vivendo nel momento della pubblicazione. In altre parole, pubblichiamo testi e foto più per parlare di noi che per far conoscere agli altri qualcosa che reputiamo interessante. «Quando decidiamo di condividere una foto su Instagram o di aggiornare il nostro status su Facebook lo facciamo per cristallizzare un attimo, un pensiero o un’emozione», spiegano gli esperti del blog NinjaMarketing. E quando questo avviene, il nostro profilo aumenta la sua attrattività.

L’articolo completo su Airone, maggio 2014

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