Perché non trovo mai il sale?

È un’esperienza piuttosto comune aggirarsi tra le corsie di un supermercato senza riuscire a trovare beni di prima necessità come appunto il sale, ma anche lo zucchero o le uova. Online ci sono perfino gruppi dedicati a chi cammina per ore tra scaffali e banconi senza scoprire dove sono state collocate queste merci. Non è un caso: la classificazione dei prodotti nei supermercati avviene infatti per merceologie affini (i biscotti con le merendine) o per acquisti affini (gli apriscatole sono talvolta vicino allo scatolame). Nel caso dei beni di prima necessità la collocazione però non è così scontata: vicino a cosa dovrebbe essere posto lo zucchero? Ogni supermercato adotta la sua strategia. Ma c’è anche un’altra spiegazione: la disposizione della merce segue infatti precise strategie finalizzate a spingerci a comprare, spesso anche oltre il necessario. Zucchero, farina, sale e molti altri beni di prima necessità sono infatti collocati in punti non sempre visibili, ad esempio sugli ultimi ripiani in basso: sono infatti prodotti che acquistiamo a prescindere dall’estetica della loro confezione o dal desiderio “estemporaneo” (i cosiddetti acquisti d’impulso). Questo fa sì che i gestori dei supermercati preferiscano collocare in evidenza, ad esempio all’altezza degli occhi, i prodotti meno necessari ma più attraenti. Insomma: del sale non possiamo fare a meno, quindi è anche possibile nasconderlo. Tanto andremo senz’altro a cercarlo. Non solo: questi prodotti sono spesso lontani tra loro, in modo da costringerci a spostarci in lungo e in largo, notando così altri prodotti di cui non abbiamo bisogno e spingendoci a comprarli.

Il Grande Fratello al supermarket
Ormai non basta più una buona presentazione sugli scaffali per rendere la merce più “appetibile”. Oggi la vendita è intelligente: le telecamere dei supermercati che garantiscono la sicurezza possono servire anche a studiare i movimenti degli acquirenti e le loro preferenze. Nel 2007 la società di marketing americana In-Store Marketing Institute aveva lanciato il sistema Prism (Pioneering research for an in-store metric) capace di tracciare lo zigzagare degli sciami di clienti monitorando, grazie a sensori bidirezionali a infrarossi, quanto fossero attratti dalle promozioni. Il progetto, oggi interrotto causa crisi economica, doveva permettere di identificare i cinque indicatori numerici che decretano il successo di un supermercato. Oggi ci riprova la società italo-elvetica Majrani Group che ha messo a punto Pop Channel, uno scaffale intelligente che interagisce con il cliente suggerendogli acquisti complementari e monitorando le sue preferenze grazie a un sensore che ne rivela i movimenti.

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