In ufficio la timidezza aiuta

Come vi immaginate un bravo venditore? Probabilmente una persona con una buona parlantina e per nulla introversa. Sbagliato: chi sa piazzare qualsiasi prodotto non è un chiacchierone ma un “ambiverso”, si colloca cioè a metà strada tra introversi ed estroversi. Lo dimostra la ricerca di Adam Grant della Wharton School della University of Pennsylvania (Usa) pubblicata quest’anno su Psychological Science: al termine della sua indagine condotta su 300 venditori nell’arco di tre mesi, le persone con livelli di estroversione non troppo spiccati hanno totalizzato un 32 per cento di vendite in più rispetto agli estroversi. Il motivo? «Gli ambiversi – spiega Grant – sono sufficientemente assertivi ed entusiasti da persuadere, ma a differenza degli estroversi sono più capaci di ascoltare le richieste del compratore evitando così di apparire troppo sicuri di sé e quindi fastidiosi».

La giusta via di mezzo
L’estroversione non è sempre un bene, quindi. Un pizzico di timidezza ci spinge a essere attenti verso l’altro e quindi più apprezzati: una buona notizia per quel quarto della popolazione mondiale costituita, secondo molti psicologi, da introversi. Peccato che in un mondo che ci vuole sempre vincenti e facce toste molti si vergognino della propria introversione, mascherandosi. Ad esempio al lavoro: «Almeno il 50 per cento della popolazione ha un carattere
estroverso, ma tra i manager gli estroversi superano il 95 per cento», spiega Francesca Gino, docente di scienze del comportamento alla Harvard Business
School di Allston (Usa).

Manager timidi?
Eppure secondo gli psicologi gli introversi
 possono essere manager persino migliori perché disposti all’ascolto e capaci di percepire gli aspetti
emotivi delle situazioni. Anche in ogni altro ambito lavorativo gli introversi hanno grandi chance, l’importante è capire come sfruttarle. In Autopromozione per introversi (Etas), l’autrice Nancy Ancowitz fa un elenco di consigli per i timidi alle prese con colleghi estroversi. Eccoli.
1. Preparatevi qualche argomento di discussione leggero, in modo da trovare un punto di contatto con i vostri interlocutori.
2. Arrivate agli incontri riposati e rinvigoriti, in modo da poter prevenire il sovraccarico sensoriale.
3. A voi piace pensare alle vostre idee prima di parlarne, mentre agli estroversi piace elaborare le proprie a voce alta e farle rimbalzare sugli altri: preparatevi a uno scambio continuo e a essere interrotti.
4. Non criticate le domande degli estroversi, ma rispondete.
5. Gli estroversi hanno bisogno di parlare con più persone contemporaneamente: è facile che si annoino in una conversazione a porte chiuse. Quindi se succede non è detto che dipenda da voi.
6. Probabilmente avete una conoscenza approfondita in un solo argomento mentre l’estroverso sa poco di tutto: apprezzate questa differenza, senza criticare eccessivamente né lui né voi stessi.
7. Evitate di mandare agli estroversi lunghe email: potrebbe limitarsi a una semplice scorsa, leggendo bene solo le prime parole.

L’articolo completo su Airone, ottobre 2013

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...