Pronti alla sincronizzazione!

Paura di dimenticare i ricordi importanti? Tra qualche decennio, forse, potrete trasferire il contenuto della vostra memoria su supporti esterni. Come un backup. Dmitry Itskov, trentaduenne miliardario russo, a New York ha riunito 30 tra i maggiori esperti in diversi campi per parlare di immortalità digitale. Theodore Berger, ingegnere della University of Southern California, ha dato seguito al suo sogno: lo studioso infatti ha realizzato un dispositivo elettronico in grado di sostituire l’ippocampo, la parte del cervello che trasforma i ricordi a breve termine in memorie stabili: la tecnologia, testata sugli animali, è in grado di trasferirli su un supporto informatico già mentre si formano.

Avremo tutti un avatar
Secondo alcuni esperti la possibilità di rendere indelebili i ricordi di ciascuno preservandoli dalla morte corporea non è quindi del tutto fantascientifica: entro il 2045 dovrebbero essere disponibili le tecnologie informatiche necessarie a simulare perfettamente il cervello umano e quindi a ospitare il contenuto della memoria (e della mente) di un essere umano. «Così potremo accrescere le capacità della nostra intelligenza di migliaia di volte», ha affermato Ray Kurzweil, engineering director di Google. In base alle ipotesi di Itskov discusse al Global Futures 2045 International Congress, il convegno sullo sviluppo delle potenzialità umane tenutosi a New York lo scorso giugno, entro il 2025 sarà già possibile realizzare un avatar di ognuno di noi, collegabile al cervello e simile a quelli resi celebri dall’omonimo film di James Cameron.

La mappatura della mente
Il trasferimento della memoria potrà aprire strade fino a oggi insospettabili. Non è un caso che il governo americano già dal 2009 finanzi con 30 milioni di dollari annui uno studio altrettanto fantascientifico, il progetto Connettoma Umano che si concluderà nel 2015. In pratica si tratta di un ambizioso tentativo di mappare l’attività psichica e la memoria attraverso una classificazione delle reti neuronali (ne parla Sebastian Seung nel suo recente Connettoma. La nuova geografia della mente, Codice edizioni). Una volta decodificato il connettoma, avremo in mano un codice di programmazione del cervello del tutto simile a quello di un software informatico. Una mappa che permetterà, secondo gli scienziati, di comprendere a fondo i meccanismi alla base di disturbi mentali, deficit della memoria ma anche difficoltà relazionali e cognitive, traumi, tratti di personalità e altro ancora. Rendendo forse la psicologia una scienza superata.

Cancellare la memoria a comando
Oltre a evitare l’oblio, studi sul cervello come questo avranno però anche un’utilità del tutto opposta: quella di permetterci di dimenticare a comando. Chi ha subito traumi importanti, come i sopravvissuti ai lager, agli attentati, ai gravi incidenti e alle violenze sessuali, conosce il cosiddetto disturbo post traumatico da stress: ansia e attacchi di panico che nascono dal continuo e incontrollabile ricordo dell’evento angosciante e che rendono la vita un inferno. Il sogno di chi ne è affetto? Cancellare questi orribili ricordi, mantenendo però intatti tutti gli altri.

L’articolo completo su Airone, settembre 2013

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