E fattela una risata!

22072013Una mattina del 30 gennaio 1962 alcune studentesse di una scuola femminile di Kashasha, in Tanzania, cominciarono a ridere senza motivo. In breve tempo, 95 delle 159 alunne furono contagiate da questa strana epidemia. I sintomi continuarono per oltre un mese finché il 18 marzo la scuola fu costretta a chiudere. Dopo un periodo di incubazione i sintomi si manifestavano con attacchi di riso che duravano anche alcune ore, seguiti da una pausa e da una ricaduta. Le risate incontrollabili giunsero fino al vicino villaggio di Nshamba dove, tra aprile e maggio, colpirono 217 persone. A documentare il fenomeno fu la rivista Central African journal of medicine.

Ridere è comunicare
L’origine di questa sindrome non è mai stata individuata. Escluse le cause virali, la spiegazione ufficiale fa riferimento all’isteria collettiva, ancora poco spiegata dalla psichiatria. Certo però tutti gli esseri umani ridono: fin dai due mesi di vita la risata è uno dei mezzi che usiamo per comunicare. Ridere è infatti un fenomeno sociale, e lo ha dimostrato a maggio uno studio pubblicato dalla rivista PlosOne. Secondo Dirk Wildgruber e i suoi colleghi dell’Università di Tubinga (Germania), autori della ricerca, esiste una risata primordiale, comune anche agli animali, basata sul riflesso del solletico. Ma c’è anche una risata sociale usata dagli esseri umani per comunicare felicità, socievolezza o scherno. Secondo Wildgruber di fronte a una risata di questo secondo tipo si attivano nel cervello dell’ascoltatore gli stessi processi neurologici normalmente attivati quando chiacchieriamo amabilmente.

Curarsi con Tutti pazzi per Mary
«Ridere equivale a un buon jogging da fermi, con effetti positivi soprattutto sull’apparato respiratorio», sostiene da tempo William Fry, anch’egli studioso della risata all’Università di Stanford (Usa). Anche per questo non mancano oggi corsi di yoga della risata, benefica a patto che sia piena e decisa: «Stimola la produzione di endorfine, sostanze calmanti simili agli oppiacei. Inoltre riduce le sensazioni dolorose», mi ha spiegato Robert Provine, psicologo all’Università del Maryland (Usa) e tra i principali studiosi al mondo di questo fenomeno. Ma non solo. Ricercatori dell’Università del Maryland (Usa) hanno sottoposto a un gruppo di volontari la visione di un film divertente (Tutti pazzi per Mary) e di uno stressante (Salvate il sodato Ryan) eseguendo più di 300 misurazioni della pressione sanguigna. Risultato? Gli spettatori del film esilarante mostravano, al termine della visione, migliori condizioni cardiocircolatorie generali. «Le emozioni positive e la risata», spiega Michael Miller, il ricercatore che ha coordinato lo studio, «hanno un ottimo effetto nella prevenzione delle patologie vascolari». Ancora non basta per farsi una fragorosa risata?

L’articolo completo su Airone, luglio 2013

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