Menopausa, meno donna?

Ansia, stress, talvolta perfino depressione. I sintomi che spesso accompagnano i cinquant’anni sono noti a molte. In fondo la menopausa è il più importante “terremoto” psicofisico nella vita di una donna, benché del tutto fisiologico. Prima risorsa: l’esercizio fisico. Lo si è sempre saputo, ma una recente ricerca per la prima volta lo ha confermato. Nel 1997 Deborah Nelson della Temple University di Philadelphia (Usa) reclutò 380 donne residenti nella metropoli americana monitorandone per otto anni abitudini e condizioni psico-fisiche. I risultati? Sono disponibili da poco, terminata la loro definizione: «Non c’è bisogno di farsi 30 chilometri al giorno o di affaticarsi in palestra: basta una camminata all’aria aperta per tenere a bada stress e ansia», spiega Nelson. Il buon senso vince sempre, quindi.

Mamme per sempre
Un po’ oltre il buon senso sembra invece essersi spinta una ricerca condotta da Jonathan Tilly del Massachusetts General Hospital di Boston (Usa) e pubblicata sulla rivista Nature Medicine. Obiettivo dello studio: dimostrare che la menopausa non è un limite, nemmeno per la maternità. Secondo la ricerca infatti anche una donna che ha concluso la vita fertile potrebbe in futuro diventare mamma: tutto grazie alle cellule staminali ovariche, isolate per la prima volta nelle ovaie di donne adulte. Già nel 2009 Ji Wu dell’università di Shanghai Jiao Tong (Cina) aveva dimostrato che questa particolare tipologia di staminali è in grado, nei topi, di produrre ovociti fecondabili che, trapiantati nelle ovaie di topi femmine sterili, possono dare luogo a una gravidanza. Per il momento, spiegano gli studiosi, è però ancora meglio arrendersi al tempo che avanza e alle leggi della natura, concentrandosi sulla prevenzione.

Sigarette, male anche per il decolleté
Un esempio? Smettete di fumare. Pare infatti che persino il fisiologico calo di tonicità del seno specie dopo la quarta e quinta decade di vita sia reso più rapido dalle sigarette. Lo sostiene Brian Rinker, chirurgo plastico all’Università del Kentucky (Usa), che ha intervistato 132 donne che nell’arco di sette anni sono passate dal suo studio per richiedere un intervento di mastoplastica. Di ogni donna Rinker ha valutato la storia personale: malattie, gravidanze, allattamento ma anche indice di massa corporea e stili di vita. I risultati dell’indagine, presentati di fronte ai membri della Società americana di chirurgia plastica alcuni anni fa, parlano chiaro: in fatto di cedimenti del seno non esiste alcuna differenza statistica significativa tra le donne che hanno allattato a lungo e coloro che non l’hanno mai fatto. Sotto accusa è invece il fumo, e la ragione è presto spiegata: «La nicotina rompe una proteina della pelle chiamata elastina che la rende giovane e sufficientemente elastica per sostenere i seni», ha sottolineato il chirurgo. Perché i cinquant’anni si affrontano prima di tutto con la prevenzione.

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