Nudi e crudi!

13032013Curiosità, morbosità, eccitazione. Ma anche divertimento, liberazione. Sono tanti i sentimenti legati alla nudità, propria e altrui. Oggi le occasioni per vedere un uomo o una donna senza vestiti sono tante: internet, tv, saune, spogliatoi, spiagge. Ma anche campi da calcio e chiostri universitari: se c’è chi si spoglia per provocazione, come gli streaker (nella foto un ragazzo nudo fa irruzione in campo al Rugby Union Hsbc Sevens World Series a Twickenham, Regno Unito), non mancano infatti nemmeno gli studenti. A Cambridge un ragazzo e una ragazza, ribattezzatisi John Tucker e Jane Doe, per risollevare gli ascolti della tv del campus presentano il notiziario come mamma li ha fatti. In ogni caso l’effetto è spiazzante: lo sanno le vittime di una candid camera del 2002 che gira ancora su YouTube. Filmandosi di nascosto sette ragazzi salirono in mutande su un vagone della metropolitana di New York tra il malcelato imbarazzo di tutti. Da allora l’evento, battezzato No Pants Subway Ride, si ripete ogni anno con un numero di partecipanti sempre crescente. Tanto che in tempi più recenti è stato riproposto altrove, perfino a Milano.

La scimmia è nuda, l’uomo no
Perché la nudità ha effetti così prorompenti? Perché ha a che fare con la sessualità, ovviamente solo nel genere umano. Tuttavia l’antropologo e zoologo inglese Desmond Morris, celebre per il suo trattato sul comportamento umano La scimmia nuda (Bompiani), spiega che «negli animali i genitali sono in genere nascosti, poco visibili. E così era anche nell’uomo, fino a quando non adottò la posizione eretta. Da allora i suoi genitali divennero visibili. Così fu impossibile avvicinare un altro individuo senza fare una dichiarazione di identità sessuale. Fu per mitigare la forza di questi segnali che l’uomo incominciò a coprirsi con un perizoma». In pratica l’uomo iniziò a vestirsi per ridurre l’intensità dell’esibizione sessuale, ma così facendo aveva gettato le basi per creare qualcosa di nuovo: l’erotismo. Coprendosi infatti la carica erotica cresceva nel momento in cui il perizoma veniva tolto.

Nudisti, pallavolo e la coda del pavone
È anche per questo che il corpo totalmente nudo, fuori da un contesto sessuale, dopo l’interesse iniziale perde la sua carica erotica: è il caso dei campi nudisti. Su questo punto si è interrogato, già più di dieci anni fa, Lawrence Casler della State University di New York. La sua domanda era semplice: perché i nudisti maschi generalmente non hanno erezioni in presenza di nudiste? Sottoponendo a test psicologici 115 habitué della vita all’aria aperta senza veli, il ricercatore ha potuto spiegare che a eccitare i soggetti non è più il corpo nudo in sé quanto la nudità inserita in un contesto erotico. Nella psiche di un nudista infatti il corpo di una donna vista in spiaggia non è associato al sesso, ma allo sport o a qualsiasi altra attività a cui ci si dedica nei campi naturisti. Del resto la fase che più solletica le aspettative erotiche, sia nell’uomo che negli animali, è quella del passaggio da uno stato neutrale a uno di disponibilità sessuale. «Una trasformazione», aggiunge Morris, «che avviene sia aprendo la coda, nei pavoni, sia cominciando a esporre il corpo, negli uomini». Ecco così svelato il mistero dello spogliarello.

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