Chimica… hot!

Volete essere pronti per una serata indimenticabile? Ripassate un po’ di chimica. Tioglicolato di sodio, esaclorofene, sali di ammonio quaternari, dibenzoilmetano, pvp/va copolymer, 1,2,3-propantriolo. Queste pozioni non sono certo il segreto di un amore romantico: per quello andate alla voce ormoni. Piuttosto sono i nomi di alcune delle sostanze chimiche alla base dei prodotti di uso quotidiano in cui vi imbatterete, tra bagno e camera da letto, nel corso dei vostri preparativi. Ma di preciso, come funziona la chimica che vi rende belli, puliti, sexy e pronti per un incontro bollente?

Sembra Satana, ma è solo la crema. Non vorrete presentarvi come piccoli Neanderthal? Prima regola, depilazione. Le puzzolentissime creme depilatorie contengono in genere tioglicolato di sodio o tioglicolato di calcio. Una volta spalmate, rompono i legami chimici che legano tra loro le strutture proteiche (cheratine) alla base dei peli. Che in questo modo diventano abbastanza deboli da staccarsi al semplice passaggio della spatolina di plastica. È la combinazione di queste sostanze a produrre quell’odore sulfureo particolarmente persistente che caratterizza questi prodotti.

Un bagno di seta. A questo punto una doccia (o un bagno) è d’obbligo. Chimicamente non c’è poi così tanta differenza tra un detersivo per pulire il pavimento del box auto e un detergente pH 5.5. Alla base di entrambi ci sono comunque i tensioattivi, come il sodio lauril solfato, sostanze che agganciano lo sporco all’acqua trascinandolo via di forza. A rendere i prodotti per l’igiene personale delicati ci sono emulsionanti e stabilizzanti ma anche sostanze lenitive come la sericina (derivata dalla seta) e la lanolina (dalla lana). E per l’igiene intima? Attenzione a usare il prodotto giusto: ci sono appositi detergenti che contengono battericidi come l’esaclorofene, con azione disinfettante e deodorante. Negli shampoo invece possiamo trovare anche antisettici e antimicotici come il triclorocarbanilide che prevengono la forfora.

Collutori esplosivi (ma non c’entra la pubblicità). Ovviamente è ora di dare freschezza al sorriso: chi vi bacerebbe sennò? I dentifrici sono sospensioni acquose addensate con abrasivi contenenti tensioattivi, umettanti, edulcoranti, conservanti, lubrificanti e aromi. Quelli sbiancanti contengono perossido di carbammide. Una sostanza innocua? Sì, anche se questo principio attivo è sintetizzato con un procedimento simile a quello impiegato dagli scienziati nazisti durante la Seconda guerra mondiale per produrre le micidiali bombe V1. Il collutorio fonda invece la sua azione disinfettante su una soluzione di agenti antibatterici naturali come timolo, mentolo, metilsalicilato (estratto dalla Gaultheria procumbens) ed eucalipto disciolti in alcol e acqua.

Lotta ai batteri. Pronti per uscire? Alt, senza deodorante non si va da nessuna parte: è una questione di ordine pubblico. Attenzione ai luoghi comuni, però: il sudore non ha odore. A puzzare infatti sono i detriti lasciati dalla flora batterica che colonizza le vostre “zone umide”. Quindi per azzerare l’odore ci sono due strade: eliminare la traspirazione o inibire l’attività dei batteri. Nel primo caso gli antitraspiranti (come il cloroidrolo di alluminio) bloccano l’azione delle ghiandole sudoripare mentre nel secondo i deodoranti propriamente detti si limitano a impedire la formazione di batteri grazie all’azione dei sali di alluminio, dell’esaclorofene, dei sali di ammonio quaternari, dei diclorotiofenoli e delle clorammine. Talvolta i principi attivi sono contenuti in nanosfere che li rilasciano gradualmente per assicurare un effetto continuo nell’arco della giornata.

Nanoparticelle e tintarella. Ok, siete puliti e profumati. Ma con quel pallore non vi si può vedere. Forza, una lampada! Ma con la giusta protezione. L’azione delle creme solari è semplice: assorbono le radiazioni solari grazie all’octil metoxicinnamato o a nanoparticelle come il diossido di titanio. Un altro componente, il dibenzoilmetano, è stato oggetto di uno studio da parte dell’Università di Goteborg (Svezia) che l’ha però definito più pericoloso degli altri.

Plastica nei capelli. Prima di avventurarvi, una sistematina alla chioma. Per produrre il gel occorrono pochi ingredienti: acqua, alcol, polimeri ad azione gelificante e filmogena. I primi due sono semplici solventi, i filmogeni (il più comune è il pvp/va copolymer) restano invece sui capelli dopo che acqua e alcol sono evaporati a formare una pellicola che blocca le ciocche mantenendo la piega. La funzione dei polimeri gelificanti è invece quella di rendere viscoso il prodotto: senza, il gel sarebbe liquido. La glicerina infine può essere usata per conferire il cosiddetto “effetto bagnato”.

Reazioni sessuali. Siete arrivati al dunque. Volete un aiuto laddove la natura non arriva? Ci sono i lubrificanti intimi, alcuni utili anche per sensuali massaggi. I principi attivi sono l’1,2,3-propantriolo, noto anche come glicerolo, e l’idrossietilcellulosa, un derivato della cellulosa dalle proprietà gelificanti e addensanti. L’origine di quest’ultimo composto è tutto sommato naturale: viene prodotto infatti facendo reagire polpa di legno con ossido di etilene. Le sue caratteristiche? Elevata solubilità in acqua e inoffensività nei confronti della gomma. E, quindi, del lattice di cui sono fatti i profilattici. Cosa dite, ora c’è chimica tra voi?

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