Il web, un cuore pulsante

La vita è fatta a cicli. E così la rete, prolungamento della mente umana. Studiando Google Trends, il servizio che tiene d’occhio le parole ricercate dagli utenti, scopriamo ad esempio che i nostri pruriti sessuali sono altalenanti: cerchiamo tanto materiale hard all’inizio dell’estate e in inverno, poco nella mezza stagione. Secondo lo studio pubblicato sugli Archives of Sexual Behavior da Patrick e Charlotte Markey, rispettivamente della Villanova e della Rutgers University (Usa), internet va a fasi.

E non solo in tema di sesso. Volete provare? Inserite una parola a scelta su timeu.se, il portale ideato da Scott Golder e Michael Macy del dipartimento di sociologia della Cornell University (Usa): il sito ne eseguirà una verifica di frequenza tra i tweet lanciati nell’arco di una settimana o di una giornata. Scoprirete, ad esempio, che la parola “amore” (in inglese, ma anche in italiano) raggiunge il suo picco di frequenza nel weekend mentre tocca i minimi tra lunedì e martedì, settimana dopo settimana. Una dinamica inversamente proporzionale a “morte”, parola che registra i numeri più alti tra giovedì e venerdì sera, quando il peso della settimana lascia spazio a pensieri ben poco ottimisti (ne parlo su Panorama del 25 ottobre 2012, a pagina 56). Lo studio segue altri due analoghi presentati già nel 2010: il primo, delle università di Harvard e Northeastern (Usa), analizzando oltre 300 milioni di tweet aveva mappato l’umore degli utenti in funzione delle singole parole che vi compaiono; l’altro, firmato dall’università di Bloomington (Usa), aveva rilevato invece una relazione tra i su e giù dell’umore collettivo desumibile da Twitter e quelli del Dow Jones.

Certo però le oscillazioni hard sono più curiose, se non altro perché evidenziano un andamento biologico: come il battito del cuore e il respiro anche l’eccitazione che si scatena davanti a un monitor va e viene con una regolarità che il blog The Crux di Discover Magazine ci descrive in un grafico esauriente. Ancora più affascinante scoprire che questa altalena è sovrapponibile a quella da tempo rilevata anche offline: fuori, nella vita reale, il nostro desiderio sessuale, il numero di rapporti consumati e quindi anche il numero di nascite vanno ad alti e bassi. La morale? Web e vita reale sono ormai (quasi) la stessa cosa.

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