In your shoes…

La modella con il tacco 12, l’anziano con i mocassini consumati, il giovane alla moda in infradito anche in città, la signora attempata con la scarpa bassa e comoda. Il modo migliore per capire una persona è osservarne i piedi, vuole un luogo comune. Che uno studio pubblicato sul Journal of Research in Personality dall’équipe di Angela Bahns del Wellesley College (Usa) ha confermato: in pratica gli esperti hanno mostrato a un gruppo di volontari foto di alcune calzature e hanno chiesto loro di supporre alcuni tratti della personalità di chi le indossava. «Abbiamo scoperto – ha spiegato Bahns – che siamo in grado di formulare giudizi accurati su alcuni aspetti di un individuo come età, sesso, reddito, amabilità e ansia da attaccamento basandoci solo sulle sue calzature».

Forse anche per questo le scarpe hanno un ruolo psicologico importante, tanto che togliersele in pubblico può essere ambivalente: considerato scortese o irriguardoso perché legato a una parte privata come il piede, può diventare naturale quando la confidenza aumenta. Ad esempio a casa di amici: in quel caso indica rilassatezza. In alcune culture è invece segno di rispetto, ad esempio in quelle scandinave e in quelle orientali: impensabile non entrare scalzi in una moschea. «È un’abitudine che dovremmo imparare tutti», spiega lo psicanalista pugliese Gianni Ferrucci. È un modo infatti per riprendere contatto con la nostra natura umana. Un po’ quello che racconta il celebre poeta cileno Pablo Neruda ne Al piede del suo bambino: «Il piede del bimbo non sa ancora di essere piede, / e vuole essere farfalla o mela. / Ma presto i vetri e le pietre, / le strade, le scale, / e i cammini della dura terra / insegnano al piede che non può volare».

Eppure da qualche tempo c’è un ritorno al piacere di camminare scalzi: chi segue lo scalzismo, o barefooting (esiste anche in Italia un’associazione che li raggruppa), cammina a piedi nudi anche in città. Pericoli per l’igiene? «Può facilitare lo sviluppo del piede piatto. Inoltre il piede può ferirsi e andare incontro a dermatiti e micosi», spiega Mauro Montesi, presidente dell’Associazione italiana podologi. Ottimo invece camminare scalzi sulla sabbia o sull’erba, anche per le articolazioni: «Dopo un’analisi della letteratura scientifica, abbiamo individuato 19 studi sul trattamento correttivo dell’artrosi del ginocchio», spiega Gisela Sole, fisioterapista che ha coordinato una ricerca presentata dall’Università di Otago (Nuova Zelanda) e di Costanza (Germania). Cosa è emerso? «Che è meglio camminare a piedi nudi: scarpe comuni, zoccoli, scarpe tecniche, sportive e ortopediche sono peggiori per contenere la deviazione delle gambe».

L’articolo completo su Airone, ottobre 2012

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