È locale l’ecommerce 2.0

Sorprese della new economy: le ricerche online per “cheap breast implants” (mastoplastica economica) sono cresciute del 203 per cento nel 2011 rispetto all’anno precedente. Lo rende noto MyVoucherCodes.co.uk, portale britannico di coupon sconto. Non che ci si stupisca dell’importanza che riveste la chirurgia estetica nella società contemporanea. Piuttosto colpisce come i portali “deal of the day” come MyVoucherCodes siano diventati punti di riferimento per l’acquisto di qualsiasi genere di prodotto o servizio. Perché quello avviato nel 2009 dal più celebre (oltre che indiscusso leader di mercato) GroupOn è ormai il nuovo business della rete. Un business moderno e antico al tempo stesso. Ha realizzato infatti quanto pronosticava Bill Gates cinque anni fa, quando vedeva nella possibilità di localizzare i consumi sul territorio la nuova rivoluzione di internet. Ed è proprio così: GroupOn e simili sono la dimostrazione di come la rete sia certamente globale, ma sempre più utile a soddisfare gli interessi di ciascuno di noi. Interessi che sono, ancora oggi, anche e soprattutto locali. Ancora una volta vale quindi il principio think globally, act locally.

L’uovo di Colombo GroupOn, che solo nel 2010 ha fatturato 713 milioni di dollari, è frutto dell’intuizione di Andrew Mason, un talentuoso trentenne di Pittsburgh che con la sua idea vincente ha messo in piedi un nuovo modello di business digitale. Certo, probabilmente meno innovativo di quello creato dal quasi coetaneo Mark Zuckerberg, ideatore di Facebook. Ma non meno remunerativo: Forbes ha infatti recentemente definito l’azienda di Mason “the fastest growing company ever”.

Ma non ci sono solo i proventi. Il connubio tra rete e comunità locali, tra virtuale e reale, sembra avere una ricaduta positiva anche sul tessuto commerciale delle diverse città in cui GroupOn (ma lo stesso si può dire anche dei concorrenti) è radicata. Fondamentale è infatti la rete capillare di partner che traggono vantaggio dalla grande visibilità offerta dall’enorme vetrina elettronica del portale. Che con il meccanismo del “conto alla rovescia” spinge gli utenti ad acquisti d’impulso in cambio di sconti decisamente consistenti.

Ma naturalmente c’è il rovescio della medaglia. Perché come molti fenomeni made in Usa, dietro uno sviluppo improvviso e grandioso si nascondono lati oscuri. Dopo aver assunto mille nuovi dipendenti, nel 2011 GroupOn ha dovuto dichiarare infatti perdite per 102,7 milioni di dollari. Ora si tratta di capire se il modello reggerà a lungo. Certo gli obiettivi di Mason sono ambiziosi: «Diventeremo la nuova Amazon», ha detto. Vedremo.

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