Case come vulcani

Questa volta sono i vulcani a ispirare gli scienziati. Sarà infatti il basalto, roccia effusiva di origine vulcanica, a contribuire all’architettura sostenibile del prossimo futuro. Da qualche mese ricercatori dell’Enea stanno sperimentando l’uso di questo materiale nel rinforzo strutturale del calcestruzzo in sostituzione dell’acciaio. «Le barre in acciaio e quelle contenenti fibre di basalto – spiega Piero De Fazio, responsabile del Progetto basalto presso il laboratorio di tecnologia dei materiali e metrologia del Centro ricerche Enea Trisaia – hanno proprietà meccaniche del tutto comparabili. La densità dei due materiali è però diversa, per cui a ogni chilogrammo di basalto impiegato corrispondono 2,91 chili di acciaio. Facili calcoli consentono quindi di affermare che per ogni chilo di fibra di basalto impiegata al posto della corrispondente quantità di acciaio si può ottenere un risparmio energetico di 9,12 kWh». Insomma, meno materiale e maggiore leggerezza del manufatto. La fibra di basalto, proveniente dalla fusione e successiva filatura della roccia basaltica, presenta anche altre caratteristiche interessanti in chiave ambientale: origine naturale, un ciclo di produzione a minore impatto energetico rispetto alle fibre sintetiche,  elevata inerzia chimica e quindi elevato grado di durabilità, bassa conducibilità termica, buone proprietà meccaniche, buon isolamento termico e acustico, alta resistenza al fuoco e un costo competitivo con quello delle fibre sintetiche.

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