Pareti che si sciolgono

Case calde d’inverno e fresche d’estate grazie all’isolamento. Non è una novità, certo. La novità è il tipo di isolamento: quello più tecnologico è detto “a cambiamento di fase” (pcm, phase change materials). Si tratta di materiali che in base al variare della temperatura di solidificano o si sciolgono dentro le pareti di casa. Con la conseguenza che il calore viene disperso più lentamente e la temperatura è mitigata. Più o meno quello che accade nelle città costiere, dove è il mare a limitare gli sbalzi di temperatura. «Il concetto fondamentale dei pcm – spiega Gabriele Masera del dipartimento Best del Politecnico di Milano – è che tarando la temperatura a cui avviene il cambiamento di fase è possibile utilizzare questi materiali per immagazzinare grandi quantità di calore e quindi per stoccare energia». Sistemi sperimentali? Assolutamente no. Gli esempi virtuosi già esistono, anche nel residenziale. Uno di questi, più di un semplice esperimento, ha riguardato lo stesso Politecnico, che ha partecipato al progetto di un edificio energeticamente efficiente a Colognola, in provincia di Bergamo, primo in Lombardia a rispettare i parametri della certificazione CasaClima Classe Oro (consumo annuo pari a 6 kWh/mq anno). Un risultato permesso dalla combinazione di più fattori: un volume ben orientato, un ottimo rapporto superficie/volume e un involucro iperisolato grazie a lastre in gesso rivestito con integrate microcapsule di pcm.

L’articolo completo su Il Nuovo Cantiere, aprile 2011

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