La forza della paglia

Materiali poveri e tecnologia evoluta nel segno dell’autocostruzione. Il progetto Eva, Ecovillaggio autocostruito di Pescomaggiore (Aq), è quasi completo: un micro villaggio di sette edifici realizzati dagli abitanti (45 persone) in risposta al dramma del terremoto che ha colpito l’Abruzzo due anni fa. Gente che non si è arresa, questa, e che ha scelto di non trasferirsi nei nuovi quartieri prefabbricati voluti dal Governo. Preferendo rimboccarsi le maniche per ricostruire da sola il proprio paese. È nato così uno dei pochissimi esperimenti di bioedilizia nel centro-sud. Perché i nuovi edifici non sono case normali, già nel materiale con cui sono costruiti: balle di paglia. Niente di nuovo: case di questo genere se ne costruivano già nel secolo scorso nel Nebraska. Edifici semplici ma altamente resistenti, ai sismi e perfino al fuoco grazie ad appositi intonaci. Tutto rigorosamente ecocompatibile, ma con un occhio alla tecnologia: tutte le case di Pescomaggiore hanno impianti fotovoltaici e di fitodepurazione. Senza dimenticare che le case di paglia sono calde d’inverno e fresche d’estate. E che consumano pochissima energia. In confronto alle abitazioni moderne, i costi di riscaldamento possono essere ridotti del 75% all’anno: per scaldare una casa di paglia di 60 metri quadrati basta una stufa a legna tenuta accesa un paio d’ore, purché il tetto sia coibentato e le finestre abbiano i doppi vetri.

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