Un calore sicuro

Hypocaustum. Il pavimento radiante non è una novità: è infatti questo il nome della tecnologia che scaldava le ville dell’antica Roma grazie a cunicoli sotterranei in cui circolavano aria calda e fumi di combustione. Nel corso degli anni Sessanta il pavimento radiante conobbe una nuova perdita di consensi. Ben presto infatti si constatarono problemi di salute in chi alloggiava in case riscaldate con questo sistema: disturbi circolatori, vene varicose, forti emicranie. Qualche commissione di inchiesta fu istituita anche nel nostro Paese, e ben presto il legame fu chiaro: era l’eccessivo calore proveniente dal basso a causare quei fastidi. Si dimostrò anche che, per evitare malesseri, la temperatura superficiale del pavimento non deve mai superare i 29°C. Oggi le cose sono cambiate: i sistemi radianti moderni funzionano a bassa temperatura, l’isolamento termico è migliorato, i materiali sono stati perfezionati. Tanto che possiamo parlare di un sistema del presente, più che del futuro: «L’orientamento – spiega Giuliano Dall’O’, docente di fisica tecnica ambientale al Politecnico di Milano – è sempre più verso la bassa temperatura, grazie anche al migliore isolamento degli edifici che rende sempre meno necessario riscaldare eccessivamente gli ambienti».

L’articolo completo su Bravacasa, maggio 2011

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