Mi invento una casa

Ridotto impatto ambientale, consumi limitati, materiali sostenibili, impianti all’avanguardia. Come trasformare la teoria dell’abitare sostenibile in esempi concreti e soprattutto replicabili? Con le case sperimentali. Una moda, ma soprattutto una pratica virtuosa: non si contano in questi ultimi anni i prototipi di abitazioni-test presentati in Italia, in Europa e nel mondo per mostrare la concreta possibilità di realizzare abitazioni economiche e a basso impatto. Dalla Zero emission temporary home di Udine, progettata da studenti di architettura e aziende leader, alla Casa Buderus che fa bella mostra di sé nel parco della sede milanese dell’omonima azienda produttrice di caldaie. Dalla CasaKyoto voluta dall’Associazione per l’isolamento termico e acustico (Anit) fino alla Big dig house, nel Massachusetts, realizzata per dimostrare come sia possibile realizzare una casa solo con materiali di scarto. Gli ultimi sono i triestini di Settimo costruzioni generali che hanno costruito una vera casa di 160 metri quadrati con lo scopo di monitorare i consumi energetici. L’obiettivo ultimo? Che l’acquirente del futuro possa acquistare una casa con la certezza dei suoi costi di mantenimento, testati e certificati. E addirittura con la garanzia che un eventuale sforamento sarà rimborsato dall’impresa costruttrice.

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