Tutti per uno

Sei realtà artigiane, sei modi di interpretare le lavorazioni architettoniche di pregio. Da anni le imprese artigiane che compongono il Luxury Italian Team (una vetreria, un’impresa di costruzioni, una bottega di lavorazione del ferro battuto, un posatore di pavimenti e finiture in legno, un artigiano dell’illuminazione e una falegnameria di pregio) si ritrovano più o meno casualmente a lavorare negli stessi cantieri, ognuno con le proprie competenze e con il proprio bagaglio di esperienze. Ed è così che è nata l’idea di costituire un team, un gruppo di lavoro che unisce e coordina le sei professionalità per proporre al cliente di fascia alta le competenze dell’artigiano e il meglio della tecnologia, con in più tutti i vantaggi del lavoro di squadra. Alla base, le esperienze delle singole realtà: «Il consorzio è nato dall’idea di mettere insieme la nostra capacità di curare nel dettaglio i lavori in ogni ambito, al servizio del progettista», spiega il portavoce Vittorio Benvenuto, titolare dell’omonima bottega vetraria trevigiana. «Oggi è il progettista che fa da filtro con il committente: i nostri principali clienti, privati di alto livello oppure hotel di pregio, si rivolgono innanzi tutto agli architetti». E per il progettista il vantaggio è presto detto: con Luxury Italian Team può disporre di un referente unico, il che semplifica molte cose. A questa collaborazione stretta con il mondo della progettazione architettonica si affianca il lavoro progettuale interno alle sei realtà: «Ognuna delle nostre aziende ha un ufficio tecnico. Oggi più che mai ci viene richiesto di elaborare i dettagli dei progetti a cui lavoriamo: normalmente gli architetti avanzano un’idea di massima, che tocca a noi rendere esecutiva». Un’operazione di co-design, questa, sempre apprezzata dalla committenza. Del resto in Luxury Italian Team sembrano convivere due anime. Da un lato c’è la tradizione, quella dell’artigianalità da bottega che ha tanto successo con la committenza a cui si rivolge. Ma poi c’è anche la tecnologia: «La tradizione è estremamente importante perché ci dà la forza di una metodologia di lavoro affidabile e che dura nel tempo. Ma in un mondo che cambia così rapidamente l’azienda artigiana che vuole sopravvivere deve innovare, ricercare nuovi accostamenti di materiali e nuove lavorazioni». A sentire Benvenuto, quindi, non è più la mano da sola a operare. La tecnologia è diventata fondamentale, anche per l’artigiano.

L’articolo completo su Progetto Colore, aprile 2010

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