Per una stagione o per sempre

«La fama non è più quella di una volta – spiega Stephen Cave, giornalista del Financial Times, in un recente articolo –. Una volta era assicurata a chi faceva qualcosa di utile come scoprire la gravità o vincere una guerra mondiale. Ora è associata a chiunque concorra in un talent show, per poi spogliarsi per una rivista maschile fino a scrivere un’autobiografia all’età di 25 anni nel giorno di libera uscita da una clinica di riabilitazione». Paris Hilton, Carmen Di Pietro e Gemma del Sud, la nuova star di YouTube divenuta celebre per i video in cui si cimenta in riflessioni sconclusionate sul mondo, rappresentano il paradigma di un nuovo modo di diventare celebri. Si direbbe, infatti, che questi personaggi sono famosi solo per il fatto di essere famosi. Senza saper fare nulla di particolare. «Sino a circa la metà dell’Ottocento, quando sulla scena pubblica appariva un grand’uomo, la gente guardava a lui come al risultato di un disegno divino», afferma Anna Oliverio Ferraris, già docente di psicologia sperimentale presso l’università di Torino e autrice di La macchina della celebrità (Giunti). Oggi non è più così: i personaggi celebri sembrano esserlo da subito, sin dal loro esordio. Un po’ quello che è capitato a un altro personaggio della contemporaneità: Lady Gaga. Certo – fanno eco i fan – lei qualcosa “sa” fare. Però è certamente vero che la cantante americana, nata nell’era dei nuovi media (internet e YouTube primi tra tutti), ha saltato a pie’ pari la gavetta che tradizionalmente toccava a chiunque volesse raggiungere una certa notorietà. La cantante di Paparazzi ci è stata presentata da subito come una celebrità, prima ancora che il pubblico avesse tempo di metabolizzarne le canzoni. Essere famosi non è poca cosa: se n’è accorta anche la psicologia. Michela Rosati, psicoterapeuta e presidente regionale umbra della Società italiana di psicologia e psichiatria, scrive in un articolo dal titolo La sindrome delle star: «In un recente studio condotto da Donna Rockwell and David C. Giles sono stati intervistati 15 personaggi appartenenti a diverse sfere della vita pubblica statunitense, per cercare di capire, dalla loro viva voce, cosa significhi essere famosi. Una visione certamente soggettiva, ma che offre buoni spunti di riflessione. Per i partecipanti alla ricerca la fama è senza dubbio legata alla ricchezza, all’accesso ad un mondo privilegiato, ad enormi gratificazioni e ad una sorta  di simbolica immortalità. Descrivono, infatti, la sensazione di essere famosi come simile all’esaltazione che in genere si prova il giorno del matrimonio o del diploma».

L’articolo completo su Airone, gennaio 2011

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