La casa diventa accessibile

«Ottenere un mutuo è sempre più difficile» ricorda l’architetto Laura Rocca, titolare dello studio RoccAtelier di Monza che all’ultima edizione di Eire, l’expo milanese del real estate, ha presentato un innovativo progetto di edilizia sociale che sposa tecnologia, finanza e mercato. Un progetto che si rivolge prima di tutto alle pubbliche amministrazioni con una proposta: quella di un business plan integrato in grado di coniugare i vantaggi economici per l’investitore con la qualità tecnologica e la rapidità costruttiva. «Abbiamo pensato che ormai i tempi sono maturi – spiega –: si apre oggi un nuovo mercato, quello della casa in affitto. Occorre quindi costruire edifici per quella fascia media di persone, sempre più ampia, che non riesce ad accedere all’acquisto». Ecco allora gli accordi che RoccaAtelier ha attivato. Innanzi tutto Bms Progetti, studio ingegneristico milanese in collaborazione col quale è stata sviluppata la tecnologia costruttiva alla base di questo progetto di social housing: una “casa che si solleva” che garantirà (il primo mock-up è stato presentato alla Biennale di Venezia) economicità, sicurezza in cantiere, velocità di esecuzione. Si tratta di un metodo di costruzione e gestione del cantiere che permette la realizzazione non in quota della totalità della struttura portante dell’edificio a tutti i piani: pilastri, travi e solai in ferro e legno vengono assemblati a terra e sollevati mediante semplice tiro dal piano con autogru. Il sistema è compatibile con tutte le zone sismiche perché la struttura portante è in acciaio e il peso dell’edificio è ridotto di sei volte rispetto a un’analoga costruzione tradizionale con struttura in cemento armato. Ma è forse la riduzione dei tempi di realizzazione l’asset più importante, a cui si collega, ovviamente, la riduzione dei costi. Come spiega Stefano Rocca di Bms Progetti «i costi strutturali sono generalmente limitati e i margini di contenimento pochi. È invece la ripercussione della tecnologia costruttiva scelta su altri aspetti, come la durata del cantiere e la sicurezza, a incidere economicamente. Lavorando a terra c’è minore esigenza di spese di sicurezza e i tempi si accorciano: un cantiere che dura a lungo è inevitabilmente un cantiere costoso». I singoli moduli dell’edificio – composti da pilastri, travi e solai che si assemblano sovrapposti a piè d’opera dal livello più basso fino alla copertura – vengono con questo sistema assemblati a terra e portati in posizione finale tramite una fase di varo eseguito con semplici sistemi a tiro (con argano o autogru) o a spinta (con martinetti idraulici). Basta un semplice fissaggio con giunti a secco per completare la struttura.

L’articolo completo su Il Nuovo Cantiere, ottobre 2010

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